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pubblicato il 22/01/2017 13:03:34 nella sezione "Ristoranti di Pesce"
pubblicato il 12/12/2016 15:30:23 nella sezione "Ricette"
pubblicato il 12/12/2016 15:25:26 nella sezione "News & Curiosità"
I magici sapori della Calabria  nella cucina di Filippo Cogliandro Non è difficile essere felici in Calabria, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera dei Calabresi …… in poche righe l’immenso concetto di “vita in
Calabria” perché è una Regione che va vissuta, appieno, e ti accorgi che ci sono giovani allegri, sorridenti e aperti, luminosi che vogliono vivere e ridere, socializzare, stare insieme, ed è anche grazie alla lezione di Filippo Cogliandro, di professione chef, ormai diventato in Italia una istituzione, che vuole fare conoscere la sua Calabria bella attraverso la sua cucina e il suo progetto de Le cene della Legalità, e che, finalmente, la sua contagiosa risata ti introduce nel suo bellissimo locale, l’Accademia Gourmet, un varco, scintillante, fatto di colori e gioia, ragazzi che ballano, si trovano e si ritrovano di nuovo, fatto di tanta gioventù, senza pensieri.
Come un mare d’agosto, la vista del mare che si vede dal locale di Filippo, la musica fa da sfondo alla cucina dello chef Cogliandro, ai sapori e i colori, la Calabria nel piatto, per un luogo conviviale pieno di allegria, la Calabria che tutti vogliamo, fatta di profumi che ti prendono l’anima, astratti ed evanescenti, rosmarino, lavanda, elicriso, ginepro… rendono unici questo scorcio di mare, azzurro e cristallino, fonte d’ispirazione per l’arte, il pensiero e la divagazione.

Sembra tanto lontana la Calabria, specialmente a Torino, a Milano, per distanza e modi, per kilometri e abitudini ma la gente è la stessa, fatta di musica, ballo, dj, ragazze belle e sfrontate, minigonne e short, tshirt e tatuaggi, stare insieme per ridere……i giovani sono tutti uguali, dovunque, in una Calabria fatta anche di nduja, mare e sole, ma è anche di altre cose come Storia, Architettura, Matematica, Musica, le panchine al sole, le palme di dieci metri, città eleganti, porticcioli pieni di barche di legno dipinto. E poi la
terra, i fichi d’india, il dialetto.

Ma soprattutto la vera Calabria è nei giovani, come dire che “ce l’abbiamo fatta…”, nel sorriso delle persone che ti accolgono come se fossi in famiglia, come se fossi tornato a casa, andare in Calabria è un po’ come tornare a casa, quando non ci siamo manca, come se fosse una persona vera. È il ritmo naturale della vita. Quando te ne vai, quando l’aereo decolla, non stai lasciando un luogo, stai lasciando un modo di vivere. che ti ha fatto più felice, e vuoi subito ritornare.

La Calabria che Filippo Cogliandro mostra e vuole fare conoscere è sulla sua tavola, i sapori della sua terra condivisi dalla sua brigata, una Dimensione dove convivono e lottano continuamente una splendida arte antica e un
imbruttimento selvaggio, una coscienza antimafia di cristallo e molteplici forme di illegalità, la generosità dei suoi abitanti, la voglia di andare via da un posto che non cambia mai e la voglia di tornare per recuperare la propria anima. Purtroppo, come ci dice Filippo Cogliandro, “ il mondo del food vuole “ assaggiare un territorio” con i prodotti, i sapori e i suoi colori, e, per questo, i cuochi devono imparare a comunicare ed essere ambasciatori del loro territorio, che, nel caso della Calabria, è fuori mano, fuori dai percorsi che fanno i critici e i giornalisti del food, Regioni facilmente accessibili, come l’Emilia, la Lombardia, il Veneto, il comparto enogastronomico deve fare rete, unire piccoli e grandi produttori in consorzi, organizzarsi e creare una comunicazione efficace sulla qualità dei prodotti calabri.
E attraverso Filippo, anche Reggio Calabria diventa musica, la sua cucina è anima e pretesto, unisce le terre, le regioni, le città, apparentemente per caso, ma in realtà con un luogo comune e un filo conduttore, che è quello di raccontare, parlare e spiegare e lo fa con la spontaneità e la semplicità della sua cucina, della sua grande cucina, dove si trovano i profumi aggressivi della Natura, il rosso appassionato del fuoco ma anche il bianco puro della sua neve, e anche l’azzurro accecante del suo mare, è dunque la grande umanità di Reggio e la maestosità della Reggia di Caserta, che ti chiamano se te ne vai, ti coccolano quando torni, ti fa piangere per delle ingiustizie che non ti aspetti, ma ti consola, col suo sole d’oro e il suo mare di cristallo.

VAI ALLA RICETTA

crediti ph: Stefano Mileto


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pubblicato il 13/06/2016 15:40:06 nella sezione "Ricette"
Papilla Monella presenta:Fettuccine di Zucchine al Pesto CHI E’ PAPILLA MONELLA

Mi chiamo Federica, e cucinare per me significa magia. Mi affascinano le infinite possibilità di mescolare gli ingredienti creando sempre qualcosa di unico. Mi stimola l'obbiettivo di inventare ogni volta qualcosa capace di saziare, stupire, coinvolgere, soddisfare. Il filo rosso che lega tutte le mie ricette è l’uso di ingredienti stagionali e di qualità, il mio obbiettivo è quello di proporre piatti leggeri e sani ma nel contempo golosi e sfiziosi. Perchè per soddisfare il palato a tavola spesso non servono troppe calorie, bastano un pizzico di fantasia...e monelleria tra i fornelli ;)


FETTUCCINE DI ZUCCHINE AL PESTO

Avete sempre pensato che le fettuccine siano deliziose ma, ahimè, un vero attentato per la linea? Provate queste fettuccine di zucchine senza carboidrati! Il loro gusto fresco e goloso vi sorprenderà…e voi potrete saziarvi e soddisfare il palato senza timore per la bilancia ;)

RICETTA

Portata – primo piatto

Prep time – 20′ + 3h di riposo

Cook time – 00

Total time – 20’

Porzioni – 2

Ingredienti

* 380 gr – zucchine

* 1 – arancia (succo)

* 1 cucchiaio – aceto di mele

* 3 – foglie di lattuga

* 2 cucchiai – granella di mandorle

* 1 – costa di sedano

* 2 cucchiai – olio e.v.o.

* 1 mazzetto – timo fresco o fiori di timo

* q.b. – sale / pepe nero

Preparazione

Laviamo bene le zucchine sotto acqua corrente, eliminiamo le estremità e con un pelapatate o con l’apposito attrezzo pelaverdure riduciamole a listarelle dalla dimensione simile a quella delle fettuccine.

Ricaviamo il succo di una arancia e filtriamolo per eliminare eventuali residui di polpa.

Adagiamo le listarelle di zucchina in un contenitore ermetico e irroriamole con l’aceto di mele, il succo d’arancia, poco sale e pepe. Mescoliamo bene, chiudiamo il contenitore e lasciamo riposare in frigorifero per almeno 3h.

Prepariamo nel frattempo il pesto. In una piccola pentola antiaderente facciamo tostare, senza aggiunta di grassi, la granella di mandorle finchè si sarà leggermente dorata ed avrà iniziato a sprigionare il suo profumo.

Puliamo le foglie di lattuga e la costa di sedano, eliminandone i filamenti. Tagliamo tutto a pezzi grossolani e inseriamoli nel bicchiere di un frullatore ad immersione. Uniamo un cucchiaio abbondante di mandorle tostate, l’olio, sale e pepe ed iniziamo a frullare. Se il composto dovesse risultare troppo solido aggiungiamo piano piano poca acqua o latte caldo fino ad ottenere una consistenza cremosa ma assolutamente non liquida.

Togliamo le zucchine dal frigorifero, mescoliamo un’ultima volta, versiamole in un colino in modo da eliminare il liquido in eccesso e lasciamole scolare per almeno 5'. Aiutandoci con un coppa pasta impiattiamo le fettuccine. Completiamo con qualche cucchiaio di pesto, i fiori o le foglioline di timo fresco e una spolverata di granella di mandorle.

Può esserti utile sapere che …

Per preparare il pesto veggie puoi sostituire la lattuga con qualche foglia di insalata riccia e la costa di sedano con qualche fetta di zucchina. Il risultato sarà comunque ottimo. Puoi lasciare marinare le fettuccine di zucchine anche più di tre ore, perderanno un po’ di croccantezza ed andranno scolate molto bene prima di impiattarle ma risulteranno ancora più saporite.

Guarda altre ricette sul mio blog

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pubblicato il 19/04/2016 15:53:42 nella sezione "News & Curiosità"
Da Buccino ad Ottaviano un’innata passione per l’olio firmata Duraccio Il proprio olio extravergine di oliva biologico tra le mani dei migliori cuochi del pa-norama culinario partenopeo e non solo, da Alfonso Crisci a Moreno Cedroni, da Lino Scarallo a Peppe Aversa e tanti altri, per la preparazione di intriganti piatti al re-cente evento Ottaviano Food Festival organizzato per fini di beneficenza con show-cooking tematici. E’ questa l’ultima soddisfazione di Angelo Duraccio, imprenditore dell’area vesuviana con un’innata passione per l’olio di qualità. Seguendo con amore e competenza il solco tracciato decenni fa dal padre Giuseppe, Angelo Duraccio de-dica da sempre le sue migliori energie alla produzione di pregevoli oli extravergine di oliva, tra cui quello da agricoltura biologica ottenuto esclusivamente con le olive rac-colte negli uliveti di proprietà ubicati a Buccino, in località Serraventosa. Questo pezzo di territorio del salernitano, ad alta vocazione olivicola grazie al suo particolare microclima, ha dato anche il nome agli extravergini “Frantoio di Serra Ventosa” che rappresentano la perla di eccellenza della produzione di Olearia Duraccio.

In particolare l’olio biologico - come evidenziato nella Guida 2016 Slow Food dei migliori oli italiani - si caratterizza per le delicate sensazioni di foglia di carciofo e mandorla. In bocca alla percezione di morbidezza, associata alla frutta secca, segue una persistente stimolazione di piccante.

Un impegno incessante, dunque, portato avanti da Duraccio con grande convinzione sia per mantenere intatto lo standard qualitativo sia per dar vita ad altre importanti novità. Tra esse la gamma dei cosmetici naturali all’olio extravergine di oliva deno-minata “Le Fate degli Ulivi”, 100% di bellezza e benessere a disposizione della clien-tela presso l’elegante nuovo punto vendita di Ottaviano, nel centralissimo viale Elena della cittadina vesuviana.
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pubblicato il 05/04/2016 15:59:22 nella sezione "Ristoranti Tipici"
TASTE A SCHOOL RESTAURANT EXPERIENCE ALLA DOMUS BERGAMO IL RISTORANTE E’ DIDATTICO

Tradizione, fantasia e territorio: gli studenti si mettono ai fornelli.

Bergamo, 5 aprile 2016 – Cooking Show, Cooking Lab, Cooking… Domus! L’Istituto alberghiero iSchool varca i confini delle sue classi di via Ghislandi 57 e approda negli spazi della Domus Bergamo di piazza Dante con una missione speciale:«Taste, a School Restaurant Experience», il ristorante didattico gestito, dal 6 aprile per un anno, direttamente dagli studenti iSchool.



A confrontarsi con il nuovo progetto sono gli alunni delle classi II^ - III^ - IV^ dell’Istituto Professionale Alberghiero che si alterneranno elaborando piatti della tradizione, preparati rigorosamente con ingredienti del territorio, con il chiaro scopo di concorrere al riconoscimento della Lombardia Orientale come Regione Europea della Gastronomia 2017.



I ragazzi possono così mettere alla prova le competenze apprese nel corso di studi in iSchool e confrontarsi con una vera cucina e con veri commensali. Il tutto, contribuendo alla valorizzazione turistica locale in chiave enogastronomica. Il ristorante didattico, infatti, sarà un tassello fondamentale per sostenere le economie locali e promuovere su scala internazionale la cucina tradizionale, quella d'autore e la filiera della ristorazione lombarda, valori promossi dalla partnership composta da Regione Lombardia, insieme ai Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, alle Camere di Commercio di Bergamo e Cremona e dall'Università di Bergamo come coordinatore scientifico di progetto.



«Il ristorante didattico è un’esperienza unica per i nostri studenti: un’occasione di formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro. Attraverso la simulazione d’impresa, accresceremo le loro competenze e li metteremo faccia a faccia con l’operatività di un vero ristorante. Non solo, non saremo concorrenziali rispetto ai ristoratori del territorio, ma con loro lavoreremo in tandem, promuovendo le eccellenze locali e distinguendoci per un servizio dal carattere esclusivamente didattico, con una qualificata formazione professionale, e per la temporaneità della nostra proposta» - ha dichiarato Valentina Fibbi, titolare con Francesco Malcangi di iSchool, in occasione del lunch organizzato in anteprima assoluta per la stampa.



Tutte attività che saranno coordinate dai docenti tecnico-pratici, mentre i ragazzi forniranno a ogni commensale una dettagliata illustrazione del menù, dei prodotti che lo compongono e delle tecniche di preparazione dei piatti che saranno degustati, sempre stagionali e non concorrenziali a Slow Food, promossi presso Domus in collaborazione con Mercato della Terra di Slow food e valorizzando la cantina ERG – Regione Gastronomica Europea. In collaborazione con altri esercenti e commercianti della città, inoltre, verranno organizzate iniziative a tema, che prevedranno anche il coinvolgimento dei più piccoli.



Non solo: il Ristorante Didattico, attraverso Domus Bergamo OFF, consentirà agli studenti di conoscere e visitare i produttori con cui Domus crea una relazione preferenziale e nel periodo estivo potranno implementare l’esperienza attraverso l’Alternanza Scuola Lavoro. Progetto che concorrerà alla formazione professionale dei giovani che dall’impegno in Domus trarranno importanti feedback: alla clientela, infatti, in un punto all’interno dell’esercizio, sarà chiesto di esprimere il proprio giudizio corredato da eventuali suggerimenti.



«Da sempre siamo convinti che la formazione lavorativa sia un privilegio e un’opportunità di apprendimento per i nostri studenti. Così, oltre a metterli in condizioni operative ottimali, li avviciniamo a un contesto in cui preparazione, risultati, tempo e attività caratterizzano sinergicamente la buona riuscita del servizio. Per questo abbiamo deciso di presentare loro questa sfida: in Domus, potranno mettere a frutto le competenze maturate nell’ambito di eventi istituzionali e di piazza, quali ad esempio I Maestri del Paesaggio o la Settimana dell’Energia o gli eventi al Museo delle Scienze Naturali Caffi stimolando ancora di più la loro fantasia e la loro professionalità. Siamo convinti che questa sarà per loro una grande occasione di crescita e che così facendo potremo contribuire sempre più alla creazione di un centro cittadino vivo, fucina di eccellenze e di creatività» - ha concluso Fibbi.







Taste conta 35 coperti per il servizio in sala ed è aperto per tutto il periodo estivo, dal martedì al sabato, accessibile su prenotazione attraverso il sito dedicato www.taste.ischool.bg.it sull’APP dove saranno sempre consultabili aggiornamenti di menù, preparazioni e disponibilità, o direttamente c/o TASTE. Non solo, in loco sarà attiva una promozione temporary di prodotti degli esercenti locali, preparati con la collaborazione di stagisti iSchool.

La durata della Convenzione è prevista fino a dicembre 2016.

Il lunch time in Taste è così organizzato:

· Servizio dal martedì al venerdì, dalle 12:30 alle 14:30

· Il sabato, con cadenza bimestrale in concomitanza con il Mercato della Terra di Slow Food, Taste propone un menù a buffetutilizzando prodotti e specialità del Mercato

· Apertura serale in occasione di eventi istituzionali, intrattenimento, eventi ERG, a cura del Catering Didattico iSchool

Il Menù Fisso settimanale è composto da:

1 antipasto a buffet servito a vista
1 primo o 1 secondo (a settimane alterne) con * piatto ERG della settimana alternativo al main course
1 dolce a buffet servito a vista
1 bicchiere di vino
Sono previsti inviti e convenzioni con uffici pubblici e privati siti nelle vicinanze. Per informazioni: taste@ischool.bg.it


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pubblicato il 24/03/2016 12:00:00 nella sezione "Osterie e trattorie"
pubblicato il 24/03/2016 12:00:00 nella sezione "Ricette"
LA VERA RICETTA  DEL CROCCANTE ITALIANO A cura di Alessandra Conforti

Se pensate che il croccante sia un dolce da fiera, da mangiare solo in certe occasioni non conoscete davvero il croccante artigianale italiano. Per raccontarvelo al meglio abbiamo incontrato Valter Borelli, proprietario della Golose Tentazioni Perugia, una delle poche croccanterie artigianali italiane dove, questo dolce dal gusto unico, è prodotto ogni giorno a mano con tantissima passione.
"Valter, quale pensi che sia il segreto per distinguere un buon croccante artigianale?

Tanto per cominciare il vero croccante non deve essere duro ma friabile, deve essere “croccante” appunto ma lo si deve poter mangiare con gusto. In secondo luogo un buon croccante non deve essere troppo dolce. Molti infatti utilizzano tantissimo zucchero ma il suo sapore copre quello della frutta secca alterandolo.
"Con quale frutto è fatto il vero croccante?

Il croccante è un dolce a base di frutta secca. Può essere a base di arachidi, che forse è quello più comune, a base di mandorle, di nocciole, di pistacchi, di pinoli o di un misto di frutti. L’importante è utilizzare frutta secca di qualità e non di basso costo e proveniente da chissà dove. Tutto deve essere tracciato e di alto livello se volete un croccante di qualità.
"Ma quale è la vera ricetta del croccante italiano?

Il croccante è uno dei dolci più facili da preparare, anche a casa. Basta far tostare la frutta secca e poi aggiungere lo zucchero, quanto basta per far si che la frutta si leghi.
"Se è tanto facile come mai il croccante non è tutto uguale?

Perché come per ogni altra cosa, per saperla fare bene ci vuole passione e professionalità. La differenza si trova nella scelta delle materie prime, come le mandorle pugliesi o siciliane con il loro aroma unico al mondo, nel modo in cui il croccante viene amalgamato, in modo che lo zucchero tocchi una ad una tutte le arachidi o le mandorle o comunque il frutto che avete scelto, e nel modo in cui viene steso in modo che non si formino grumi o imperfezioni. Questa è la differenza.
"Quanti tipi di croccante producete alla Golose Tentazioni?

Tantissimi! I più classici sono quello alle arachidi e alle mandorle o alle nocciole, ovviamente questi ultimi due tipi li produciamo nella versione pelata e non. Poi abbiamo il croccante ai pistacchi, ai pinoli, alle noci e ai 4 cereali. Fra i più particolari sicuramente il croccante al pop corn, al sesamo e misto. Poi ci sono i prodotti speciali cioè il croccante senza zucchero e quello senza glutine.
"Ed è possibile fare un croccante senza zucchero?

Certamente. Noi utilizziamo il maltitolo che è uno zucchero prodotto dal malto. E ne esce un croccante eccellente tanto che lo abbiamo utilizzato anche per il nostro nuovo prodotto i Bocconcini di Croccante personalizzati.
"Bocconcini…? Personalizzati…?

Si. Confezioniamo il nostro croccante, sempre fatto a mano e con la stessa qualità, in piccole confezioni da 22g. che poi possono essere personalizzate con il logo dell’azienda ma sono utilizzati anche per le cerimonie come ad esempio i matrimoni.
"Come una sorta di bomboniera quindi...

Esattamente, è un modo simpatico e diverso dal solito per farsi ricordare da amici e parenti…o dai clienti se hai un’azienda o sei un libero professionista.

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pubblicato il 24/03/2016 12:00:00 nella sezione "Prodotti tipici"
Il Pecorino di Pienza Ha recentemente assunto il nome di Pecorino di Pienza, ma un tempo era noto come il Pecorino delle Crete Senesi. Per la sua realizzazione è fondamentale il caglio vegetale, come “callio” o “cardo”, che gli conferisce una nota dolce e amara insieme. La maturazione del Pecorino di Pienza va dai trenta giorni (fresco) ai quattro mesi (stagionato).
“Dicesi Cacio di Pienza quell’ottimo prodotto che viene fatto nel territorio della Val d’Orcia e nelle sue vicinanze, seguendo un sistema di lavorazione dettato dalla tradizione locale più antica”.
È quanto si legge nell’inchiesta Jacini redatta nel 1882.
Ma la storia del Pecorino delle Crete Senesi ha radici ben più lontane. Questo tipo di “cacio” risalirebbe addirittura al periodo Neolitico, come sembrano dimostrare dei recipienti per la lavorazione del latte travati in un villaggio preistorico nei pressi di Pienza.
Plinio il Vecchio, racconta che gli Etruschi facevano grosse forme di ottimo Pecorino, e pare che ancora molti secoli dopo Lorenzo il Magnifico ne apprezzasse i profumi e i sapori. Esistono poi documenti che testimoniano come Papa Pio II facesse marchiare le forme che provenivano dai poderi migliori al fine di riconoscerle.
Il formaggio delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti del ‘600 e ‘700. Verso la fine del XVIII sec. la Reale Società Economica di Firenze fece addirittura condurre uno studio sulla produzione del formaggio in Val d’Orcia, scoprendo fra l’altro questa notizia: “…le fanciulle che hanno imparata l’arte di fare il Pecorino si acquistano molta reputazione nel paese, e questa loro abilità facilita il loro accasamento ed è considerata in conto di dote”.
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pubblicato il 19/01/2016 15:11:06 nella sezione "News & Curiosità"
STREETFOOD TOUR 2016: CON 4WHEELS IL CIBO DI STRADA METTE LE RUOTE L’Associazione nazionale che riunisce il cibo di strada riparte nel 2016 con grandi novità
L’associazione Streetfood presenta il programma del nuovo anno con la grande novità dei Food Truck. Da marzo a fine anno oltre 30 eventi da nord a sud dello Stivale con l’obbiettivo di promuovere il cibo di strada certificato con la tendina, l’unico in Italia

Il miglior cibo di strada italiano targato “Streetfood” nel 2016 riparte da marzo con la prima data del tour nazionale e lo farà una vera e propria novità: saranno infatti presenti per la prima volta i “food truck”, gli operatori sul furgoncino attrezzato con il nuovo progetto firmato Streetfood che prende il nome significativo di “4Wheels”, un marchio che richiama il cibo su ruote ma gli organizzatori sono sempre “quelli con la tendina”. Insomma in un periodo in cui proliferano in ogni dove eventi legati a questa “moda”, l’unica associazione, la prima in Italia ad aver riunito e tutelato gli operatori di strada, è stata chiamata e richiamata per promuovere eventi in tutto il corso dell’anno.

Gli Streetfood Village 2016. Saranno oltre 30 gli eventi in programma. Il tour partirà a marzo a Castelfiorentino (Fi), in Toscana, e si concluderà a novembre a Belluno. Più date già rispetto allo scorso anno. La formula non cambia, ma anzi si migliora forte già della presenza di milioni di persone raggiunte lo scorso anno. Tra le grandi novità, oltre a tre appuntamenti in cui il cibo di strada si legherà a denominazioni vitivinicole con i “wine tour” previsti a Nizza Monferrato (At), Senigallia (An) e San Casciano Val di Pesa (Fi) in Chianti Classico, anche uno “Streetfish Village” in programma a Senigallia nel mese di settembre. Gli Streetfood Village sono sinonimo di festa, di promozione del buon cibo di strada, ma anche un momento grazie al quale le singole città e borghi che li ospitano riescono a promuovere e in certi casi addirittura rilanciare aree urbane di particolare interesse. «Noi siamo nati per portare la cultura del cibo di strada in giro – spiega Massimliano Ricciarini, presidente di Streetfood – ma anche per aiutare i singoli territori a rivivere».

Il progetto “4Wheels”. I food truck con la tendina sono la grande novità delle attività 2016 promosse dall’Associazione. Sotto il marchio “4Wheels” infatti saranno ben due per ora gli eventi esclusivi in programma, ad Arezzo in Toscana, dall’8 al 10 aprile e a Chioggia, in Veneto, dal 13 al 15 maggio. «Abbiamo coinvolto tre truck già nel nostro primo evento nel 2010 a Marciano (Ar) – continua Ricciarini – e già da allora avevamo chiaro in mente come questo settore si sarebbe sviluppato e oggi abbiamo la conoscenza e i giusti mezzi per poter allargare questo mondo anche a questo genere di operatori di strada». Si tratta di un modo di interpretare in chiave moderna il cibo di strada, pur non perdendone i valori essenziali che sono poi quelli raccolti dal decalogo del cibo di strada che l’associazione porta avanti e con il quale seleziona i propri partner.

I numeri del 2015. Negli eventi di quest’anno, 28 come detto, l’ultimo a Belluno, sono state raggiunte in tutta Italia quasi due milioni di persone che hanno consumato oltre 1 tonnellata di fritto di pesce e 600 quintali tra patate fritte tradizionali e tipo “tornado”. Oltre 50 mila piadine, poi ancora 100 mila arancine, 800 kg di Pane ca’ Meusa, 500 kg di panelle. Oltre una tonnellata di paella spagnola, 60 quintali di carne argentina e 40 quintali di lampredotto. Dalla Puglia sono arrivati più di 70 quintali di bombette e 600 sono i kg di lime per i cocktail “on the road”. Dall’Abruzzo 120 mila arrosticini e dalla Toscana 600 kg di carne Chianina per hamburger. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine

di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.

L’Associazione Streetfood. Nata ad Arezzo nel 2004, è stato il primo progetto in Italia a promuovere il cibo come cultura e il cibo di strada come format vincente in quanto “riassume in un cartoccio” storia e tradizioni di ogni regione d’Italia da gustare con le mani. Nel 2015 sono stati 28 gli eventi in tutta Italia toccando quasi due milioni di persone che hanno consumato cibi di strada in quantità record. Un successo non solo per gli organizzatori degli eventi, ma da condividere con gli operatori economici del settore e le realtà territoriali che hanno creduto in questo progetto. Anche decine di eventi collaterali, momenti di confronto e convegni, un concorso dedicato alla stampa nazionale e decine di concerti che hanno fatto da sfondo alle varie tappe.

In allegato il calendario degli eventi aggiornato a oggi

STREETFOOD TOUR 2016: 4WHEELS E ALTRE NOVITA’ - 19 gennaio 2016 - C.s. 02
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SCOPRIRE LA TOSCANA CON GUSTO A LE NANE
La cucina romana unita ai sapori della tradizione ebraica
Spuntineria nel cuore della Val dOrcia
Da Nerbone ai mercati generali di Firenze
Ristoranti di Pesce
Ristorante La Voce del Mare pesce fresco e passione per la ristorazione napoletana
 Ristorante The Cesar de La Posta Vecchia
Da Claudio è la pescheria dei Milanesi per antonomasia
Sa Tanca Crostaceria
Mangiare pesce crudo a la Spezia
Osterie e trattorie
Loste dell Acquacheta con un bicchier di buon vino si cheta
OSTERIA DE LORTOLANO
Da lOsteria Le Logge e Gianni Brunelli
LOsteria Gusto antichi sapori della cucina laziale a Roma
Vegetariani
Cucina Vegan Libreria Brac a Firenze
La cucina inclusiva di Antonio Tomaselli chef e direttore operativo di GhEA.
Ristoranti del mondo
Ristorante indiano Tara
Ristorante Indiano Shiva
Ristoranti bambini
Ristorante Happy Sauro
La Grotta di sale a Milano
Ristorante al Barrito
Luxury Food
BORSARI 36 Ristorante
Prenota o regala una cena in un castello medievale al Ristorante L’Angelo a Teatro
A cena in elicottero allAuener Hof
Pizzerie e pub
L Antica Pizzeria da Michele
Come preparare la Verace Pizza Napoletana  a O Vesuvio Firenze
Zero Distanze a Marina di Scarlino si Mangia Così
Ristoranti per cerimonie
Agriturismo Angeli Biondi
Terzo Di Danciano Un’incantevole Villa Del 700
Castello Di Roppolo per un matrimonio da Fiaba
Vini
Confezione in legno Occhio di Pernice RAVAZZI per gli amanti delle cose uniche
 Offerta Speciale Cantine Ravazzi Vino Toscano 12 Bottiglie A Sole .5600
Igt Toscana rosso L’Attesa 2008
Novello bianco Toscano IL GERMOGLIO
Cuochi
Simone Rugiati
Carlo Cracco
Continua a Brillare la Stella della Stbe Hermitage
Fabio Tira Un Talento Giramondo
Gualtiero Marchesi
Ricette
Arrosto di Pesce Spada dello Stretto  Mazzancolle Mediterranee al Pistacchio  ai Sesami ed al Riso soffiato e Lampone
Papilla Monella presenta:Fettuccine di Zucchine al Pesto
LA VERA RICETTA  DEL CROCCANTE ITALIANO
SEPPIE MARINATE AL PROFUMO DI BERGAMOTTO
I 3 cibi più alla moda per il menu e il catering del vostro evento
Prodotti tipici
Il Pecorino di Pienza
Pane e Olio #7 Appuntamento in frantoio
Il caffè al ristorante: la perfetta chiusura del pasto
Seadas
La carne chianina alla Bottega de La Toraia
Pasticcerie
Tra dolci e gelati spuntano i nuovi STORYTELLER
Luca Montersino golosidisalute.it
Pasticceria GMB  Castiglione del Lago
Magie Dolci D’Autore Pasticceria & Wedding Cakes