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La mia cucina con vista sull'Arno
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 01/02/2018 09:49:09 nella sezione "News & Curiosità"
Raffaele Petrucci, da Napoli a Firenze

“La giovinezza di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica» come scriveva Francis Scott Fitzgerald, e sicuramente la vocazione di Raffaele Petrucci per la cucina nasce da un DNA che ha ereditato dal territorio, dalle sue origini.
E il territorio per Raffaele è la mente e la sua evoluzione, tutto l’ universo che parte da una cultura ampia e raffinata sui temi base dell’alimentazione partenopea, il pane e la pasta, l’olio e il vino, la cultura mediterranea che si riscontra come una follia chimica fatta di passione, amore per la terra, professionalità, bellezza, cura dei dettagli. La formula della felicità a Napoli in particolare, è un insieme di straordinari territori, materie prime eccellenti, vitigni di grande storia, dove l’olio e il vino sono la bandiera nazionale.
Qui lo chef, fin da ragazzo, ha assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la cucina come arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei....... la commedia dell'arte, i bassi spagnoli, un indimenticabile Maradona……mentre da lontano ci coglie la nostalgia per Napul’è del rimpianto Pino Daniele siamo travolti dai colori, i sapori, gli odori, è la bella Napoli che ci accoglie, la sua tavola campana orgogliosa delle sue radici, ricche ed inesauribili, il genius loci che ti guida per le stradine dei bassi spagnoli, guardando in alto, verso il sole, per vedere le distese dei lenzuoli tesi che volano come farfalle, dove tutto questo mondo è ridere........
E Raffaele ha colto l’anima di Napoli e, dopo viaggi ed esperienze, l’ha portata a Firenze, dove vede scorrere tutti i giorni l’Arno d’argento e dove si è insediato come executive chef nell’affascinante e nuovissimo Ristorante Corsini.
E qui, per lo chef, la cucina è tutt'altra cosa.
Non è televisione o gara, non si insegna in un format, qui la cucina è una cosa talmente viva e sensuale che rinchiuderla in uno schermo piatto al plasma o in una scaletta di un programma è quasi offensivo. La cucina è la sua infanzia, la rincorsa impossibile a quei profumi, a quei sapori, a quei ricordi. Qui a Firenze lavora Raffaele Petrucci, vive per sentire il calore della fiamma sulla propria pelle, il calore del forno, amando la sua cucina, qui, al numero 36 del Lungarno accanto al maestoso Palazzo Corsini, vive il più grande controsenso della vita, Napoli e Firenze, una cucina che sposa la cultura di Firenze, in una città dove anche cucinare è arte e dove Raffaele si muove in punta di piedi, ben consapevole che questa esperienza è un deciso arricchimento della sua professionalità.
E allora via, in una Firenze fiabesca, qui sui Lungarni, ad un insieme di colori e gusti, sapori, fiori e piante, foglie e natura, tutto il mondo del colore che è rimasto nel cuore a Petrucci, come imprinting, come eredità, dal suo mondo che ha lasciato a 18 anni, dove anche le pizze ridono, un felice incontro verso una cucina toscana, piena di fantasia e d’ ironia, come sono i fiorentini, le sue sono opere d’arte, una cucina che si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica.....guardando da qui l’Arno che scorre, l’Arno d’argento.
Crediti ph: Martino Dini


Ristorante Corsini
Lungarno Corsini, 36
50123 Firenze

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Food&Wine in Progress a Firenze il 2 e 3 Dicembre 2017
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 15/11/2017 14:47:10 nella sezione "News & Curiosità"
"OLTRE 1000 ETICHETTE PER L’ECCELLENZA DI TOSCANA: IL 2 E 3 DICEMBRE ALLA LEOPOLDA TORNA LA DEGUSTAZIONE PIU’ ATTESA DELL’ANNO CON FOOD&WINE IN PROGRESS


Ricco programma per l’evento organizzato da AIS Toscana, URCT e Cocktail in the World: show cooking, seminari, degustazioni guidate e sessioni di mixology con i più famosi bartender

Oltre mille etichette tra le più prestigiose dell’enologia del Granducato, rappresentative di oltre 150 produttori, riunite ancora una volta nell’Eccellenza di Toscana: sabato 2 e domenica 3 dicembre alla Stazione Leopolda di Firenze torna Food&Wine in progress, la terza edizione dell’evento organizzato da AIS Toscana, Unione Regionale Cuochi Toscani e Cocktail in the World per valorizzare le figure dei sommelier, degli chef e dei mixologist attraverso un programma ricco e vario ispirato all’avanguardia, alla ricerca e alla sperimentazione nel settore.

“Food & Wine in Progress è una occasione unica – spiega il Presidente di AIS Toscana Osvaldo Baroncelli – perché grazie alla sezione Eccellenza di Toscana si presenta come la sola manifestazione che riesce a mettere insieme i produttori di varie denominazioni di tutti i territori della vitivinicoltura toscana. Un evento che permette dunque agli enoappassionati di poter gustare le migliori espressioni dei terroir di tutta la regione, in un unico grande tasting che si accompagna ad un’altra importante realtà della nostra regione ovvero gli chef emergenti che nei due giorni di manifestazione si esibiranno in show cooking affiancati proprio dai nostri sommelier che consiglieranno quali vini abbinare ai piatti preparati in tempo reale. Questo ci permette altresì di sottolineare un’altra specificità di Food&Wine in progress – aggiunge Baroncelli – ovvero valorizzare la sinergia tra sommelier e cuochi, le due principali figure protagoniste del cambiamento nel settore che assumono una sempre maggiore complementarietà l’uno con l’altro”.

Infatti, nella sezione dedicata all’Eccellenza di Toscana, ai banchi d’assaggio si potranno degustare oltre mille etichette presentate da circa 150 produttori vitivinicoli in rappresentanza delle principali denominazioni regionali, singolarmente o seguendo i sommelier di AIS nei Wine Tour ovvero percorsi guidati alla scoperta delle migliori espressioni enologiche della regione. Nell’area degustazione sarà presente anche una delegazione di 8 produttori provenienti dalle aree vinicole più importanti della Germania mentre sono altresì in programma due degustazioni separate a numero chiuso (50 posti disponibili) Master Class Pinot Nero della Germania delle due prestigiose aziende Bernhard Huber e Friedrich Becker guidate da Cristiano Cini e Massimo Castellani.

Non mancheranno neppure le sessioni di AIS Wine School ovvero le pillole di degustazione sul vino e sull’olio dedicate ai neofiti o ai semplici appassionati che si avvicinano per la prima volta alla degustazione, per concludere il programma con la prima edizione del premio AIS e Wine TV e l’evento nell’evento: le bollicine toscane incontrano gli chef stellati e la moda nell’esclusiva area Alkrataz dalle ore 20.00 durante il quale sarà altresì presentato il nuovo numero della rivista Sommelier Toscana.

A inaugurare la terza edizione di Food&Wine in progress sarà sabato 2 dicembre alle 11 il convegno “La comunicazione dell’enogastronomia… ieri, oggi… e domani?” moderato dal giornalista enogastronomico conduttore della rubrica TG5 Gusto Gioacchino Bonsignore, incentrato su passato presente e futuro della comunicazione in ambito enogastronomico che prevede la partecipazione tra i relatori del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta, del Presidente della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo, del Prof. Attilio Scienza, del critico gastronomico Valerio Visintin, del Direttore del Master in Vini Italiani e Mercati Mondiali dell’Università Sant’Anna di Pisa Piero Tonutti, dell’editore della rivista Sommelier Toscana Matteo Parigi Bini, il Brand Ambassadeur di Wine TV Marco Rossi. Inoltre Luigi Moio illustrerà il suo libro “Il respiro del vino”.

Novità in campo anche per l’Unione Regionale Cuochi Toscani, che gestirà l’area "Toscana Food and Wine experience", dedicata al cibo in cui si alterneranno cuochi emergenti alle prese con la preparazione di piatti legati alla cucina toscana creativa, attingendo dal paniere dei prodotti toscani ed ispirandosi alle tradizioni, per un totale di venticinque show cooking al giorno con abbinamento finale dei piatti con i vini consigliati dai sommelier di AIS Toscana. Protagonisti invece di cooking class le Lady Chef Toscane, i membri dell’Equipe di Alta Cucina della Toscana, Cuochi del benessere ed esperti in cucina senza glutine – grazie anche ad una collaborazione tra URCT e Associazione Italiana Celiachia e con presenze importanti legate anche ad una collaborazione con ALMA. In tale contesto ci sarà altresì uno spazio dedicato al sociale con il progetto “Insieme a tavola”, un concorso rivolto a studenti diversamente abili in collaborazione con Amira. Rimanendo in ambito food, si rinnova altresì l’appuntamento con la ristorazione classica dedicata alla cucina toscana e anche quest’anno si potrà assistere al conferimento, direttamente dalle mani del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, Rocco Pozzulo, del riconoscimento di Ambasciatore della cucina italiana ad illustri personaggi.

Interessante programma anche per l’area dedicata a Cocktail in the World Mixology, che si aprirà con il “Main Event Cocktail Show” in cui si alterneranno masterclass, cooking show & bar con food e cocktail in abbinamento e che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti internazionali come Serhii Kodatskyi (Presidente Federazione Barman Ucraina), Artem Skapenko (Capobarman Loger Art), Salvo Longo (Molinari Ambassador), Karina Papushina (Vincitrice Xenta Cup 2017). Filo conduttore dell’evento nato da un’idea di Danny Del Monaco, Adrian Everest, Mattia Pozzi e Stefano Mazzi sarà la valorizzazione del prodotto Made in Italy, tema con cui dovranno cimentarsi i partecipanti al Main Event Contest, la cui premiazione è prevista per domenica 3 Dicembre alle 18.30.

Confermate anche per questa edizione 2017 le collaborazioni con Confcommercio Toscana che rinnova la sua partecipazione con macellai e panificatori di Federcarni e Assipan Toscana negli spazi di esposizione e vendita - accompagnata da dimostrazioni pratiche – con Confarrtiginato Alimentazione Firenze e Coldiretti.

Il programma dettagliato è disponibile al sito ufficiale della manifestazione http://www.foodandwineinprogress.it/
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A ROMA IL RISTORANTE MANSIO
lazio (roma) roma

pubblicato il 06/10/2017 11:41:19 nella sezione "News & Curiosità"
Stiamo attraversando un periodo storico che ci presenta il conto dell' inadeguatezza
spirituale e morale dell'essere umano degli ultimi secoli e il cibo, diventato banco di prova
dei nostri tempi, è pronto a carpire l' "esprit du temps", ricordando che il cibo è ciò che
accade intorno a noi, interpretando ed elaborando "artisticamente" ricette e piatti, vere
opere d’arte, che vengono dalla memoria, dalle scuole ma anche dalla casa e servono,
non solo a sfamarci, ma ad esprimere ciò che siamo o che vorremmo essere – cibo come
cultura e non solo nutrimento. E i giovani cuochi, gli chef, sono i primi attori di un sistema
che deve aiutare a raggiungere lo scopo lasciando comunque spazio a ciò che si vuole
esprimere, dove concetti e sentimenti da esprimere sono infiniti, ed in continua evoluzione,
talvolta involuzione.

E Andrea Becattini del Ristorante Mansio del Gruppo Tornatora a Roma è uno di
questi, giovane e talentuoso, romano de Roma, nato sul lungomare di Ostia, che impone
un imprinting alla sua cucina dandogli la connotazione di una corrente di un nuovo
rinascimento, tutta da vivere e da gustare, che si esprime attraverso il linguaggio gentile
della natura, quasi un arte floreale, vere e proprie opere d'arte, cibi che si adagiano sui
piatti assumendo colori vivi e spudorati, ricette che servono a far sognare, a far sì che
l'arte della cucina, che è dunque arte pura, sia un tramite catartico che assurga a
diventare elemento di piacere, non certo un volo pindarico di un attimo, ma cercando di
renderti migliore, apprezzando ciò che la natura ci mostra tutti i giorni e che a volte
ignoriamo, la sua maestosa bellezza.

La mia è la passione di trasmettere attraverso la mia cucina, ci dice il giovane chef,
sono nato sul mare e mi ritengo privilegiato, ma ho anche vissuto sempre il centro di
Roma, due posti di grande bellezza, dove vivi la natura in pieno e ne rubi l’ispirazione, ma
è bellissima anche la città piena di vita, suoni, rumore, gente, ho capito che per avvicinare
le persone e farle ritornare ad assaporare un cibo autentico e sano bisogna incontrare il
mare, i suoi ritmi, ma anche i contadini, vignaioli, casari, gente autentica. Conoscere le
loro storie, il loro lavoro, per poi raccontarlo con il cibo, uno strumento d’inclusione
straordinaria.

"La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una
nuova stella" come diceva Anthelme Brillat-Savarin e, nel vivace calderone della
contemporaneità, lo chef ha deciso di tuffare il suo estro in cerca di fragranze diverse,
costruisce le sue opere d’arte riuscendo a comunicare il sapore, i profumi, le suggestioni,
persino i valori veicolati da piatti e ingredienti, anche attraverso le immagini a cui si accede
con un unico senso, la vista.

Emozioni e suggestioni di uno chef creativo…….Andrea Becattini ritrova Piazza di
Spagna e le sue “notti romane” nella zuppa di cavolo viola, spuma di mandorle, quinoa
soffiata e melograno, si sofferma nei vicoli chiassosi di Trastevere e nel glamour di Via
Veneto nella guancia brasata con topinanbur e birra, si tuffa virtualmente nella fontana di

Piazza Navona con un assoluto di anatra, castagne e ribes, ritrova nel suo mare di Ostia
una ninna nanna cadenzata dal movimento delle onde creando un capolavoro nel tonno
scottato con salsa di piselli, purea di carote e pompelmo, rivede le dolci spiagge con i suoi
occhi di ragazzo nel dentice con melanzana, arancia e pinoli, ritrova il rapporto intenso
dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri, nel suo baccalà con salsa di
asparagi e cedro della Sicilia candito.
Gli arredi del Ristorante Mansio, restaurati, sono quelli della antica stazione di posta, dove
stazionavano dignitari e ufficiali dell’Urbe, oggi, per contrasto, nel nuovo concept della
Famiglia Tornatora brilla, oltre allo chef Becattini, anche un'altra perla, Jimmy Andrea
Montanari (detto Jimmy il druido), il barman estroso, quasi un funambolo, che gioca con
i contrasti e le sue folli – apparenti - invenzioni, coccolando il cliente e creando un
processo di fidelizzazione al locale che si incentiva e si rafforza attraverso la creazione di
“piccole Mansio Experience by Jimmy”.

RISTORANTE MANSIO
Via Rinaldo D'Ami 1/3
00127 Roma
06 5283 1598
Press: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto
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L’arte di fare un pecorino, un pecorino d’arte- Paolo Piacenti
toscana (siena) san gimignano

pubblicato il 13/09/2017 17:53:30 nella sezione "News & Curiosità"
Se tra le vigne e le distese di verde del tratto Firenze-Siena si contano nomi importanti della ristorazione, favoriti da una tradizione gastronomica che in Toscana è storica, negli ultimi tempi sia l’Unesco che il turismo del vino
hanno “scoperto” settori di nicchia, trasformandoli e aggiungendo una crescita in qualità. Vini, insaccati, il formaggio, la tavola……un mondo variegato da mille proposte, allettante e pieno di fascino, che merita una nostra esplorazione alla ricerca di quelle cose curiose, storie, aneddoti, tecniche e abitudini che
meritano la nostra attenzione.

Come l’arte, che chi produce può trovare nelle forme, nelle etichette, nel packaging, nei colori e nei sapori, l’arte si può trovare anche in un pecorino, secondo Paolo Piacenti, “affinatore”…. termine di uso esclusivo ai produttori di formaggio, che significa colui che aggiunge al prodotto un ingrediente che lo renderà unico e inconfondibile: per affinare il formaggio può servirsi di foglie di noce, cenere, vinacce, pomodoro; può affinare in barrique o utilizzare
tanti altri ingredienti. Forme d’Arte, nata negli anni ’70, è un vero e proprio laboratorio di affinamento dove ogni formaggio segue un preciso percorso, studiato nel dettaglio da Paolo Piacenti, il fondatore, che trasferisce nelle creazioni
casearie sapori, delizie non solo per il palato ma anche per gli occhi, colori che incantano, profumi ed esperienze di vita, l’Arte per Piacenti è una
componente della sua vita, una sensibilità particolare verso il bello in quanto,
cresciuto in una casa dove il padre viveva in un contesto d’arte circondandosi di artisti e scultori, ha avuto l’idea – innovativa – di farsi fare delle etichette dei suoi pecorini da artisti, toscani e non, ogni artista una tipologia diversa di
formaggio.

Per il Pecorino a latte crudo della Garfagnana, per esempio, in cui si percepiscono tutte le essenze delle erbe pascolate, l’artista giapponese
Masato Yoshioka ha realizzato Vento sulla spiaggia, una figura femminile con i capelli scomposti da una folata; il Pecorino a latte crudo di Volterra, invece, rappresenta la facciata della chiesa di Santa Chiara per opera del pittore Nico
Paladini. Il Pecorino di Pienza stagionato è opera di Masato Yoshioka che sceglie per etichetta Una notte tranquilla: l’immagine di una donna sullo sfondo di un cielo notturno toscano. Sul Pecorino stagionato in grotta, stagionato su assi di castagno, si riconosce l’immagine di un villaggio bianco.

È Sassi, un'etichetta disegnata sempre dal fiorentino Nico Paladini. E poi ancora, opere di Fabio Calvetti, Fabio Romiti, dell’artista americano Edwuard Giobbi e del fiorentino Giovanni Maranghi. Nove artisti hanno lavorato su
circa quaranta prodotti differenti, ciascuno unico per sapore e immagini.
Infine le etichette color vinaccia lieve, commissionate ad Elisabetta Rogai, l’artista
che ha creato per Piacenti etichette dipinte con il vino con immagini di donne,
ebbre di vino, passionali e sognanti, scapigliate e sensuali.

Dunque arte, declinata in mille modi, privilegiando le immagini femminili in quanto, come afferma Piacenti, “il tema ricorrente è sempre la donna in
quanto, a differenza di altre regioni, in Toscana la prerogativa di fare il formaggio è stata, fin dal Medioevo, prettamente femminile. Erano le donne
che si occupavano dei formaggi e i metodi di lavorazione si tramandavano di
madre in figlia. Solo le donne possiedono la sensibilità giusta per capire
quando lavorare la cagliata” Paolo Piacenti ha dunque creato un prodotto unico, nato da una intuizione, di qualità ma anche una facile comunicazione, dare una veste colta ad un
prodotto toscano, un prodotto della terra, dunque “artista del formaggio”, esperto selezionatore e affinatore appassionato della tradizione casearia
toscana, uno che ha lungamente cercato, e ritrovato, i pastori che lavorano il latte come si faceva una volta, ottenendo formaggi di cui avevamo quasi persa ogni traccia.

Pittori toscani che hanno realizzato appositamente le etichette dei formaggi,
rendendo così ogni "forma" unica ed inconfondibile, cibo, arte e bellezza
medioevale tra le mura di antiche città toscane, San Gimignano e Lucca.

Forme d’Arte Formaggi
Di Paolo Piacenti
Via San Matteo - 53037 San Gimignano (SI)
Via San Paolino Lucca
Press: Cristina Vannuzzi Landini
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CUORE E GUSTO
lazio (roma) roma

pubblicato il 13/09/2017 09:59:21 nella sezione "News & Curiosità"
Cuore e Gusto, Devis Pinto e Gabriel Davide Cucco, un fil rouge che lega con un linguaggio identico la cucina del nuovo Ristorante Cuore e Gusto, basata principalmente sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa che li porta fra le bancarelle del mercato, l’occhio attento ai prodotti della terra, la stagionalità della verdura e il pesce che arriva ogni giorno dalle barche dei pescatori.
Nel locale totalmente white parlano i colori e i sapori, in cucina piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche, tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare e di terra, naturali, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura diventa fondamento di ogni proposta, piatti tradizionali per un vero e proprio percorso di gusto per una clientela che desidera provare consistenze e sapori nuovi.

Gabriel Davide Cucco, il Titolare, che esordisce dicendo: amicizia, condivisione e buon cibo sono sempre andati di pari passo, ho esperienze
diverse in giro per il mondo, per me il cibo è condivisione e creatività, tradizione e ricerca. Cuore e gusto, la cucina si fa con il cuore, coinvolgendo i ricordi, deve raccontare le esperienze di chi cucina ma anche i sogni, le
emozioni, ogni piatto deve raccontare la passione e la competenza nella misura in cui è rappresentato come gustoso e invitante. Ho voluto creare Cuore e Gusto dove il cibo profumasse di terra, l’odore di casa mia, dove
rinasco mille volte, ogni volta che entro nel mio locale, trovo sapori antichi, che fanno parte della mia vita, che mi accompagnano in ogni evento
cadenzando i momenti, fanno ridere la mia anima e mi accompagnano fra la gente.

E ci presenta il giovane chef Devis Pinto, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi, il filetto di maiale in crosta di sesamo con coulis di melograno e infuso di gingseng, ribes e vaniglia, le sfumature di un calamaro, l’uovo tra sogno o realtà, il baccalà in sous-vide, con i coralli di mare, il Brownie a cui non puoi resistere, lo chef è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di
come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di guide e stampa di settore, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.

Ristorante Cuore e Gusto
Via Codigoro 30 – 06/52378038
Roma, zona Vitinia

Testo: Cristina Vannuzzi
Crediti ph: Stefano Mileto
ilfotografodeglichef.it
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TRATTORIA NEROMO Il fascino discreto dell’Oltrarno nella cucina dei fratelli Guidi

pubblicato il 20/07/2017 11:16:38 nella sezione "News & Curiosità"
Neromo, sembra quasi una cantilena, fiabe popolate di elfi e gnomi, fate gentili e l’uomo nero, il neromo, leggero come una farfalla, che evoca colori e battiti di ali, mossi da un refolo di vento, sembra uscito da una poesia… un vezzo di un bambino.

Siamo a Firenze, nell’Oltrarno fiorentino, l'atmosfera è d'altri tempi, si conoscono tutti e si chiamano per nome. Il fornaio, l'edicolante, la bottega del restauro, il doratore e il corniciaio, il ciabattino che risuola le scarpe, l’ebanista: sono loro i protagonisti della vita di questo piccolo borgo, un paesino nella città.

La città sembra lontana, qui siamo in Oltrarno, la parte meno conosciuta di Firenze, ormai fatta di turismo del mordi e fuggi, questa è la parte più amata dai fiorentini in quanto non meno glamour, ma qui si respira la vera Firenze fatta di botteghe e fondi, tra un vociare che è quasi un leit motiv affascinante, una base musicale al tran tran cittadino, “le botteghe” dei maestri d’arte dei mestieri dimenticati, tramandati, nozioni apprese da padre al figlio, locali e magazzini appartati, discreti, quasi nascosti.

Qui hanno aperto un locale Gianmarco e Tommaso Guidi, avevano il PantaRei, grande ritrovo di vip e calciatori, e da qualche anno hanno aperto questo sogno, il loro sogno lungo una vita, fatto di scelte e di coraggio, anche tenacia e professionalità in un mondo difficile come la ristorazione. Una volta in questo fondo c’era il vinaino, le famose botteghe che servivano per la mescita del vino affiancato da qualche stuzzichino spartano ma
gustoso, qui la botteghina di una volta teneva di tutto, dalle lamette da barba ai biscotti, poi la prima ristrutturazione e la successiva trasformazione dei fratelli Guidi in un locale di tendenza, con cucina creativa, dove si passa
indifferentemente dal pesce freschissimo alla trionfante bistecca alla fiorentina e piatti tipici fiorentini e, primo attore, la pizza, unica, in tutte le
stagioni, quella al tartufo.

Sembra di entrare in un paese incantato, dove la bellezza delle pietre delle pareti a facciavista si sposa con il morbido bianco del locale, l’ambiente è glamour, di tendenza, molto raffinato, clientela di livello con frequentazione di calciatori, Giancarlo Antognoni, il pugile kossovaro ormai fiorentino Vigan Mustafà, i giovani talenti Bernardeschi e Chiesa con Cesare Prandelli.

L’Arredamento è moderno, le forme che si armonizzano con i cromatismi del cibo, l’ingresso è dominato da un bancone che accoglie gli ospiti nell’attesa, dalle finestre la luce e il colore che variano negli ambienti, trasparenze impalpabili ed evanescenti che creano emozioni, e fuori la vita e i rumori della piazza dominata dalla Chiesa del Carmine, bella e armoniosa nel suo rigore.
E poi il silenzio della notte con gli attimi di magia che danno vita alle forme, capannelli di giovani che ridono nella notte, sembra quasi di vedere le figure dei vecchi artigiani che toccano i loro capolavori delicatissimi come le corde di un violino per un concerto di archi, per creare nell’insieme un'opera d’arte, che si ripete da sempre, notte dopo notte, nell’Oltrarno fiorentino.

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Al via la XXXIV Festa del Vino e del Buglione di Palazzone
toscana (siena) san casciano dei bagni

pubblicato il 18/07/2017 15:00:09 nella sezione "News & Curiosità"
Tutto pronto per la XXXIV edizione della Festa del Vino che si celebra ogni anno nel piccolo borgo del comune di San Casciano dei Bagni, un’occasione unica per degustare le migliori etichette prodotte nel territorio, da sempre particolarmente vocato alla produzione di vino.)

Da non perdere quindi dal 27 al 30 Luglio 2017 la XXXIV Festa del Vino e del Buglione a Palazzone, organizzata dall’Associazione Nuova Pro-Pal con il patrocinio del Comune di San Casciano dei Bagni, che lascia incontrare i buoni vini e la buona tavola in un mix perfetto.

Conosciuto fin dal XVI secolo per la produzione di buon vino, il borgo di Palazzone si trova all’estremo sud della Valdichiana senese proprio a confine fra Toscana e Umbria e proprio questa peculiarità rende i vini di Palazzone così particolari. Se da una parte infatti vi si ritrova la rotondità e la forza dei più conosciuti Nobile o Brunello, dall’altra la morbida sinuosità tipica dei vini umbri, li rende più amabili e particolarmente apprezzati dal pubblico.

Fin dalla sua prima edizione nel 1981, la Festa del Vino di Palazzone si è posta come obiettivo quello di promuovere e far conoscere la qualità dei vini del territorio accostandoli anche a prodotti tipici e abbinandoli ai piatti della tradizione. Così la Festa del Vino si divide in due aree, la zona ristorante dove è possibile cenare con i piatti preparati dalle donne del paese, che cuoche di professione non sono ma poco hanno da invidiare ai grandi chef, e l’Enoteca nella caratteristica piazzetta del pozzo, dove ci si può fermare a degustare i vini delle cantine del territorio magari accompagnandoli con un tagliere di salumi e formaggi toscani.

“Anche quest’anno siamo felici di portare avanti la tradizionale Festa del Vino – afferma il Presidente dell’Associazione Nuova Pro-Pal Luca Manfrè – che ormai da molti anni rappresenta l’identità del nostro piccolo borgo facendo conoscere prodotti di eccellenza a turisti, visitatori e abitanti della zona. Visto il successo degli scorsi anni abbiamo voluto aggiungere una data alle tre serate canoniche e quindi la Festa inizierà Giovedì 27 per terminare Domenica 30 Luglio. Restano ovviamente i capisaldi della nostra festa come il ristorante che propone ogni sera un menu differente, il ballo in piazza e ovviamente l’Enoteca dove abbiamo cercato di inserire vini non presenti nell’area ristorante per dare maggiore scelta e per offrire una panoramica generale dei prodotti. Per il secondo anno consecutivo sarà presente anche uno “spazio museo” allestito in una cantina del paese, un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta o riscoperta di antichi utensili, giocattoli e attrezzi utilizzati dai nostri nonni e non solo. Un’altra bella iniziativa che continua ad ottenere successo è quella del concorso fotografico, giunto alla terza edizione che quest’anno avrà titolo “I frutti del mio territorio – La nostra terra e la tradizione enogastronomica raccontata attraverso l’arte della fotografia” e che, per la prima volta, sarà aperto anche ai bambini”.


Un evento da non perdere quindi la Festa del Vino e del Buglione a Palazzone dal 27 al 30 Luglio 2017

Cantine Partecipanti:

Azienda San Filippo
Cantina Gentili
Cantina Giacomo Mori
Cantine Ravazzi
Il Roglio
Podere Bolgherino
Podernuovo a Palazzone

PROGRAMMA
Tutte le sere
• Apertura ristorante ore 20,00
• Apertura Enoteca ore 21,00
• Ballo in piazza
• Esposizione mostra fotografica
• Spazio Museale



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STORIE E PROFUMI ANTICHI PER NUOVE EMOZIONI la storia di una famiglia legata al mare
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 17/07/2017 15:18:16 nella sezione "News & Curiosità"
"A Firenze La Piccola Corte Di Agnese


Ti vengono incontro e sorridono, prima con gli occhi e poi con la bocca, e nei loro occhi vedi il mare, il lentischio e il mirto, le rocce levigate dall’acqua, lenta e continua, gli olivi bassi d’argento. Sicuramente Angelo e Agnese Puddu ci pensano, al loro mare, la nostalgia, qui in Sardegna, la chiamano “il mal dell’isola” e li capisco, arrivati a Firenze dalla Sardegna per aprire La Piccola Corte, una boutique del pesce, tanto è mignon e curata, adattandosi ai ritmi cittadini di una Firenze dalla cucina impostata sulla “fiorentina”, per cui hanno anche dovuto dimostrare che conoscono il pesce e i mille modi per cucinarlo.

La loro Sardegna è il mare azzurro, vele tese verso il sole, sabbie di velluto, un perenne e leggero refolo di vento, estate attesa tutto l’anno; un fazzoletto di spiaggia, lo sguardo verso le rocce, lisce e levigate dal ritmo lento dell’acqua, il profilo severo dei monti, poi il verde antistante la spiaggia, unico, spudorato nei colori, un trionfo di profumi, mirto, lentischio, olivi nani: qui la storia di una famiglia, persone assolutamente normali, ma non banali, piene di passione per la loro terra, una grande cultura e talento inedito per la tavola, le vele, le barche da pesca, sogni di evasioni per paesi lontani, sogni legati al mare, una vita cadenzata dal movimento delle onde, una ninna nanna inesorabile, dolce, ripetuta senza tempo che, quando si rannuvola il cielo, prende corpo e violenza come se fosse un dispetto degli dei, un “piccolo mondo” dal basso profilo, ormai nei ricordi dei vecchi, un esclusivissimo e discreto ristorante sul mare quello della famiglia in Sardegna, dove, nelle notti d’estate si poteva ascoltare il fascino del silenzio, ed ognuno di velieri che raccontavano fughe e viaggi, romanzi d’ amore e d’avventura, vele imponenti, fragili come farfalle, storie di marinai, storie di uomini.

Il mare, come sosteneva il grande scrittore/marinaio Joseph Conrad, è un’ esperienza che mette alla prova tutti i sensi: la vista, l’udito, l’olfatto, il tatto…….per Angelo va inserito anche il gusto nell’assunto conradiano: un
ragazzo cresciuto sul mare, amante del mare così tanto da essere uno chef/pescatore, nato e cresciuto in un lembo di terra incastonata tra il mare azzurro e la durezza dei monti, il profumo del salmastro che si confonde al vento; Angelo vive la sua passione fra la cucina del ristorante di famiglia e la pesca, il suo elemento è il mare, per uscire con la sua barca, attrezzata alla pesca, buttare le reti al tramonto e andarle a ritirare alle prime luci dell’alba, piene di pesce, guizzante, vivo, nella profondità del blu, gli stridi rauchi di gabbiani, con la luce che penetra nell’acqua, sotto il cielo invernale livido di pioggia, per ripetere all’infinito la storia di un rapporto intenso dell’uomo con il mare, sempre in bilico tra attese e incontri.

Storie, profumi, sapori incancellabili, trasmessi, che oggi il giovane chef ripropone: grande talento, materia prima e la volontà di valorizzare i prodotti del territorio: il successo di un “figlio d’arte” per niente scontato, il paradigma di una cucina semplice, figlia della memoria, i prodotti al centro del piatto, segnati con eleganza da tocchi d’inventiva, una cucina eccezionale di cui il giovane chef è padrone, una base di cucina classica con la sorpresa di piccole variabili geniali per sapori inattesi: il polpo con le patate, gli spaghetti con i paraculi, piccolissimi moscardini appena nati, le alici appena pescate, crude con la cipolla fresca, l’impepata di cozze, il risotto agli scampi, gli spaghetti alle vongole, la carbonara di mare, la frittura inimitabile di un pesce di paranza appena pescato, gli inediti occhioni e i sugarelli, considerati a torto “pesce povero”, la pasta fatta in casa, i dolci di Agnese, vere emozioni, dalle ricette della nonna, custodite e rigorosamente segrete.

Lo chef Angelo Puddu è la testimonianza di come la cucina, interpretata con fantasia, possa trasformare i piatti della tradizione in momenti di emozioni e che la cucina stessa, come l’arte, sia la cultura di un popolo e di come un talento innato possa emergere in autonomia, al di là di Guide e stampa di settore, a volte penalizzanti. Per Angelo il Tirreno ha il suo linguaggio, una cucina principalmente di pesce, da sempre basata sulla materia prima, con il rito quotidiano della spesa anche più volte al giorno che porta Angelo fra le
bancarelle del mercato con il pesce arrivato ogni giorno dalle barche dei pescatori. In cucina che con la nuova brigata lavora per far arrivare al tavolo piatti della tradizione arricchiti dalla ricerca e dalle nuove tecniche: tanta attenzione al contemporaneo ma l’occhio ben fermo alla storia, per non farsi fagocitare da quelle tendenze destinate a diventare moda per venir poi abbandonate di lì a poco, piatti che parlano un linguaggio fatto di prodotti di mare, dove si trovano attente cotture e accostamenti rigorosi mirati alla valorizzazione di ogni ingrediente, e dove il “rispetto” per la natura di ognuno di esso diventa fondamento di ogni proposta, lo stesso rispetto che da sempre è stato rivolto ad ogni cliente che ha varcato la soglia. 

Una passione la sua, il mare aperto e sconfinato, le ricette di casa per un mix di sensazioni, scuola di vita e atmosfere, una filosofia di vita forgiata dalla famiglia, un talento innato per trasformare antichi sapori in nuove e voluttuose emozioni.

In questi giorni una visita inaspettata, Vigan Mustafà, il pugile professionista Kossovaro naturalizzato fiorentino, alla vigilia del combattimento internazionale del 27 luglio prossimo al Palarena di Sesto, che anticipa l’incontro per il titolo italiano categoria mediomassimi.


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CALABRIA CON VISTA

pubblicato il 25/05/2017 11:58:11 nella sezione "News & Curiosità"
"A Roseto Capo Spulico un premio ai giovani chef che fanno grande la Calabria


Roseto Capo Spulico, un castello medievale arroccato sulla scogliera posta a picco sul mare, fondato nel X secolo, costruito sui ruderi di un antico monastero a sua volta eretto sulle rovine di un antico tempio pagano, noto come il Tempio di Venere in Calabria. A Roseto Capo Spulico le sfumature di viola, rosa e bianco dei campi pieni di fiori si perdono nel blu del mare della Calabria, dove, primo attore, il 24 maggio è stato presentato l’evento Calabria con Vista de La Calabria dell'Alta Cucina, la Calabria dei giovani
chef che stanno conquistando il mondo presentando i prodotti di eccellenze della Regione Calabria, un riconoscimento ad un piccolo team di giovani, che, giorno dopo giorno, fanno grande la Regione e i suoi prodotti del territorio.

A gennaio il New York Times ha incoronato la Calabria tra le mete del 2017, il quotidiano statunitense ha stilato una lista che comprende 52 destinazioni da visitare, la regione italiana, prescelta per l'eccellenza culinaria e le sue bellezze, è proprio la Calabria, regione “dimenticata”, visitata solo nel periodo estivo, mai citata nei circuiti dei critici e delle guide, non facile per essere raggiunta. E da gennaio si stanno “scoprendo” nuovi chef, giovanissimi, nuove storie di famiglie e territori, una importante conferma anche grazie al lavoro che, da tempo, viene portato avanti dagli agricoltori, considerato che la Calabria non ha industrie alimentari, ma tante piccole aziende che portano avanti le tipicità e le colture della regione.

I Premiati: Caterina Ceraudo, Filippo Cogliandro, Luca Abbruzzino, Antonio Biafora, Anna Wyczawska, Emanuele Lecce, Francesco Mazzotta, Lorenzo Pupo, Roberto Mantuano, Vittorio Caminiti, Ennio Avolio, Alfonso Bombini,
Franco Laratta, Fabio Tarantino, Nino De Lorenzo.

Come ci dice Filippo Cogliandro, uno degli chef premiati, nel nostro cuore c’è la Calabria e il nostro obiettivo è quello di contribuire a dare alla
nostra Regione un’identità gastronomica ben definita, attraverso la valorizzazione delle realtà locali, creando profonde sinergie fra i prodotti del
territorio, i produttori di vino e naturalmente l’agricoltura. Finalmente la grande stampa nazionale e mondiale si sta accorgendo che in Italia c’è anche la Calabria, e in questo modo la nostra attenzione del territorio diventa, attraverso anche quello che noi insegniamo quotidianamente alla nostra brigata, un patrimonio da trasmettere ai giovani.

Noi siamo convinti che la nostra cucina, la nostra arte culinaria, per essere tale, debba poggiare sull'alta qualità delle materie prime e sul rispetto del prodotto e del territorio - trovando in quest'ultimo la sua fonte di ispirazione; la nostra è una continua ricerca della nostra terra, non è nostalgia della "tradizione” ma una filosofia che supera il confine della cucina, deve essere un pretesto per parlare della nostra Regione. Il nostro impegno gastronomico ci dice insieme agli altri premiati, si spiega con il rispetto del prodotto e l'arte di valorizzarlo al massimo, il risultato deve essere visibile sia nel sapore che nell'estetica, delicato, semplice ma sorprendente.

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Enoteca Enotria a Cortona dove mangiare e bere bene al prezzo giusto
toscana (arezzo) cortona

pubblicato il 26/02/2017 00:42:38 nella sezione "Catalogo Ristoranti"
L'Enoteca “Enotria” nasce nel 1983. Rilevata nel marzo 1985 da Solfanelli Imola, l'attività cresce fino ad includere nuovi soci, Tozzi Alma e, infine, il figlio di Imola, Daniele Monacchini e la moglie, Rinchi Silvia. Quest'anno ha compiuto venticinque anni di attività. Lunga la lista dei soci e dei partner da citare ci limitiamo a ringraziare: Italo Monacchini, insegnante che ha dedicato molto del proprio tempo, aiutando la moglie Imola e Elio Vitali, figura centrale nel commercio del vino della nostra zona, imprenditore. Un ringraziamento va a tutti i collaboratori che negli anni hanno contribuito a far crescere l'attività.

Sin da subito l'Enoteca “Enotria” è diventata il luogo di ritrovo di tantissimi giovani e di accoglienza per i numerosi turisti. La ciaccia è il prodotto che ha reso famoso in Italia questo locale.
La ciaccia è un pane (farina, lievito e acqua), tipico della cultura contadina, che veniva utilizzato per provare il forno nelle famiglie contadine della Valdichiana sin dagli anni quaranta. Ancora oggi conserva quel sapore genuino di una volta.
La ciaccia viene farcita con salumi di maiale, di cinghiale e di cervo, abbinati con formaggi e vegetali.

Negli anni il locale si è distinto per i prodotti tipici (vino, olio, pane e salumi) e per essere diventato nel tempo a partire dal 2000 uno dei locali più frequentati dai giovani della zona. Tutto questo preservando le tradizioni, la tipicità del locale senza cedere alle lusinghe del turismo di massa e del “fast food”.
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Ristorante La "Voce del Mare" pesce fresco e passione per la ristorazione napoletana
campania (napoli) torre del greco

pubblicato il 22/01/2017 13:03:34 nella sezione "Ristoranti di Pesce"

Sulla piazzetta sul porto di Torre del Greco in provincia di Napoli si trova La "Voce del Mare" il ristorante che porta avanti da quattro generazioni le tradizioni della cucina marinara torrese. Il locale offre ogni giorno pesce fresco che arriva dal pescato dei pescherecci locali. Il locale si presenta caldo e accogliente, con uno staff molto professionale e cordiale arredato con semplicità e gusto.

Appena si entra si nota subito sul fondo della sala la piccola pescheria a vista del ristorante dove si può scegliere tra vongole veraci vive in vasca, cernie e orate in acquario e grande vasca con gamberi e pesce di ogni genere e grandezza.

Nella foto il titolare ci presenta due belle spigole ancora vive che ci preparerà al sale. Piatto che consigliamo a tutti i buongustai e amanti del pesce fresco.
Consigliamo a tutti di assaggiare l'antipasto di crudi e l'antipasto della casa ricco di assaggi caldi e freddi gustosissimi.

Lo staff la "Voce del Mare" vi aspetta tutti i giorni per degustare piatti di pesce e dolci napoletani accompagnati da ottimi vini e tanta passione per la cucina ispirata da antiche ricette della tradizione torrese.

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Arrosto di Pesce Spada dello Stretto, Mazzancolle Mediterranee al Pistacchio, ai Sesami ed al Riso soffiato e Lampone

pubblicato il 12/12/2016 15:30:23 nella sezione "Ricette"
Ingredienti per 4 persone:

1 kg di Pesce Spada tagliato a fette da 250 gr

12 Mazzancolle Mediterranee

Polvere di Pistacchio q.b.

Sesami sgusciati q.b.

Polvere di Riso soffiato e Lampone q.b.

olio extravergine di Oliva Aspromontano

sale e pepe q.b.

preparazione:

Dividere ogni fetta di Pesce Spada in tre parti uguali.

Sgusciare le Mazzancolle lasciando attaccata la testa ed il codino.

Aprire con un coltello il dorso delle Mazzancolle prestando

attenzione a non dividere la polpa.

Lasciare insaporire le Mazzancolle ed i tranci di Spada in un

condimento di olio evo, sale, pepe.

Spolverare sopra le Mazzancolle la polvere di Pistacchio, i Sesami e

la polvere di Riso soffiato e Lampone. Inumidite con un filo di olio e

cucinate in forno a 160° per 10 minuti.

Su una piastra rigata arrostite i tranci di Pesce Spada.

Regolate di sale e completate con un filo di olio Extravergine d’oliva Aspromontano.

laccademia.it
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I magici sapori della Calabria nella cucina di Filippo Cogliandro

pubblicato il 12/12/2016 15:25:26 nella sezione "News & Curiosità"
Non è difficile essere felici in Calabria, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera dei Calabresi …… in poche righe l’immenso concetto di “vita in
Calabria” perché è una Regione che va vissuta, appieno, e ti accorgi che ci sono giovani allegri, sorridenti e aperti, luminosi che vogliono vivere e ridere, socializzare, stare insieme, ed è anche grazie alla lezione di Filippo Cogliandro, di professione chef, ormai diventato in Italia una istituzione, che vuole fare conoscere la sua Calabria bella attraverso la sua cucina e il suo progetto de Le cene della Legalità, e che, finalmente, la sua contagiosa risata ti introduce nel suo bellissimo locale, l’Accademia Gourmet, un varco, scintillante, fatto di colori e gioia, ragazzi che ballano, si trovano e si ritrovano di nuovo, fatto di tanta gioventù, senza pensieri.
Come un mare d’agosto, la vista del mare che si vede dal locale di Filippo, la musica fa da sfondo alla cucina dello chef Cogliandro, ai sapori e i colori, la Calabria nel piatto, per un luogo conviviale pieno di allegria, la Calabria che tutti vogliamo, fatta di profumi che ti prendono l’anima, astratti ed evanescenti, rosmarino, lavanda, elicriso, ginepro… rendono unici questo scorcio di mare, azzurro e cristallino, fonte d’ispirazione per l’arte, il pensiero e la divagazione.

Sembra tanto lontana la Calabria, specialmente a Torino, a Milano, per distanza e modi, per kilometri e abitudini ma la gente è la stessa, fatta di musica, ballo, dj, ragazze belle e sfrontate, minigonne e short, tshirt e tatuaggi, stare insieme per ridere……i giovani sono tutti uguali, dovunque, in una Calabria fatta anche di nduja, mare e sole, ma è anche di altre cose come Storia, Architettura, Matematica, Musica, le panchine al sole, le palme di dieci metri, città eleganti, porticcioli pieni di barche di legno dipinto. E poi la
terra, i fichi d’india, il dialetto.

Ma soprattutto la vera Calabria è nei giovani, come dire che “ce l’abbiamo fatta…”, nel sorriso delle persone che ti accolgono come se fossi in famiglia, come se fossi tornato a casa, andare in Calabria è un po’ come tornare a casa, quando non ci siamo manca, come se fosse una persona vera. È il ritmo naturale della vita. Quando te ne vai, quando l’aereo decolla, non stai lasciando un luogo, stai lasciando un modo di vivere. che ti ha fatto più felice, e vuoi subito ritornare.

La Calabria che Filippo Cogliandro mostra e vuole fare conoscere è sulla sua tavola, i sapori della sua terra condivisi dalla sua brigata, una Dimensione dove convivono e lottano continuamente una splendida arte antica e un
imbruttimento selvaggio, una coscienza antimafia di cristallo e molteplici forme di illegalità, la generosità dei suoi abitanti, la voglia di andare via da un posto che non cambia mai e la voglia di tornare per recuperare la propria anima. Purtroppo, come ci dice Filippo Cogliandro, “ il mondo del food vuole “ assaggiare un territorio” con i prodotti, i sapori e i suoi colori, e, per questo, i cuochi devono imparare a comunicare ed essere ambasciatori del loro territorio, che, nel caso della Calabria, è fuori mano, fuori dai percorsi che fanno i critici e i giornalisti del food, Regioni facilmente accessibili, come l’Emilia, la Lombardia, il Veneto, il comparto enogastronomico deve fare rete, unire piccoli e grandi produttori in consorzi, organizzarsi e creare una comunicazione efficace sulla qualità dei prodotti calabri.
E attraverso Filippo, anche Reggio Calabria diventa musica, la sua cucina è anima e pretesto, unisce le terre, le regioni, le città, apparentemente per caso, ma in realtà con un luogo comune e un filo conduttore, che è quello di raccontare, parlare e spiegare e lo fa con la spontaneità e la semplicità della sua cucina, della sua grande cucina, dove si trovano i profumi aggressivi della Natura, il rosso appassionato del fuoco ma anche il bianco puro della sua neve, e anche l’azzurro accecante del suo mare, è dunque la grande umanità di Reggio e la maestosità della Reggia di Caserta, che ti chiamano se te ne vai, ti coccolano quando torni, ti fa piangere per delle ingiustizie che non ti aspetti, ma ti consola, col suo sole d’oro e il suo mare di cristallo.

VAI ALLA RICETTA

crediti ph: Stefano Mileto


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Papilla Monella presenta:Fettuccine di Zucchine al Pesto

pubblicato il 13/06/2016 15:40:06 nella sezione "Ricette"
CHI E’ PAPILLA MONELLA

Mi chiamo Federica, e cucinare per me significa magia. Mi affascinano le infinite possibilità di mescolare gli ingredienti creando sempre qualcosa di unico. Mi stimola l'obbiettivo di inventare ogni volta qualcosa capace di saziare, stupire, coinvolgere, soddisfare. Il filo rosso che lega tutte le mie ricette è l’uso di ingredienti stagionali e di qualità, il mio obbiettivo è quello di proporre piatti leggeri e sani ma nel contempo golosi e sfiziosi. Perchè per soddisfare il palato a tavola spesso non servono troppe calorie, bastano un pizzico di fantasia...e monelleria tra i fornelli ;)


FETTUCCINE DI ZUCCHINE AL PESTO

Avete sempre pensato che le fettuccine siano deliziose ma, ahimè, un vero attentato per la linea? Provate queste fettuccine di zucchine senza carboidrati! Il loro gusto fresco e goloso vi sorprenderà…e voi potrete saziarvi e soddisfare il palato senza timore per la bilancia ;)

RICETTA

Portata – primo piatto

Prep time – 20′ + 3h di riposo

Cook time – 00

Total time – 20’

Porzioni – 2

Ingredienti

* 380 gr – zucchine

* 1 – arancia (succo)

* 1 cucchiaio – aceto di mele

* 3 – foglie di lattuga

* 2 cucchiai – granella di mandorle

* 1 – costa di sedano

* 2 cucchiai – olio e.v.o.

* 1 mazzetto – timo fresco o fiori di timo

* q.b. – sale / pepe nero

Preparazione

Laviamo bene le zucchine sotto acqua corrente, eliminiamo le estremità e con un pelapatate o con l’apposito attrezzo pelaverdure riduciamole a listarelle dalla dimensione simile a quella delle fettuccine.

Ricaviamo il succo di una arancia e filtriamolo per eliminare eventuali residui di polpa.

Adagiamo le listarelle di zucchina in un contenitore ermetico e irroriamole con l’aceto di mele, il succo d’arancia, poco sale e pepe. Mescoliamo bene, chiudiamo il contenitore e lasciamo riposare in frigorifero per almeno 3h.

Prepariamo nel frattempo il pesto. In una piccola pentola antiaderente facciamo tostare, senza aggiunta di grassi, la granella di mandorle finchè si sarà leggermente dorata ed avrà iniziato a sprigionare il suo profumo.

Puliamo le foglie di lattuga e la costa di sedano, eliminandone i filamenti. Tagliamo tutto a pezzi grossolani e inseriamoli nel bicchiere di un frullatore ad immersione. Uniamo un cucchiaio abbondante di mandorle tostate, l’olio, sale e pepe ed iniziamo a frullare. Se il composto dovesse risultare troppo solido aggiungiamo piano piano poca acqua o latte caldo fino ad ottenere una consistenza cremosa ma assolutamente non liquida.

Togliamo le zucchine dal frigorifero, mescoliamo un’ultima volta, versiamole in un colino in modo da eliminare il liquido in eccesso e lasciamole scolare per almeno 5'. Aiutandoci con un coppa pasta impiattiamo le fettuccine. Completiamo con qualche cucchiaio di pesto, i fiori o le foglioline di timo fresco e una spolverata di granella di mandorle.

Può esserti utile sapere che …

Per preparare il pesto veggie puoi sostituire la lattuga con qualche foglia di insalata riccia e la costa di sedano con qualche fetta di zucchina. Il risultato sarà comunque ottimo. Puoi lasciare marinare le fettuccine di zucchine anche più di tre ore, perderanno un po’ di croccantezza ed andranno scolate molto bene prima di impiattarle ma risulteranno ancora più saporite.

Guarda altre ricette sul mio blog

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Da Buccino ad Ottaviano, un’innata passione per l’olio firmata Duraccio

pubblicato il 19/04/2016 15:53:42 nella sezione "News & Curiosità"
Il proprio olio extravergine di oliva biologico tra le mani dei migliori cuochi del pa-norama culinario partenopeo e non solo, da Alfonso Crisci a Moreno Cedroni, da Lino Scarallo a Peppe Aversa e tanti altri, per la preparazione di intriganti piatti al re-cente evento Ottaviano Food Festival organizzato per fini di beneficenza con show-cooking tematici. E’ questa l’ultima soddisfazione di Angelo Duraccio, imprenditore dell’area vesuviana con un’innata passione per l’olio di qualità. Seguendo con amore e competenza il solco tracciato decenni fa dal padre Giuseppe, Angelo Duraccio de-dica da sempre le sue migliori energie alla produzione di pregevoli oli extravergine di oliva, tra cui quello da agricoltura biologica ottenuto esclusivamente con le olive rac-colte negli uliveti di proprietà ubicati a Buccino, in località Serraventosa. Questo pezzo di territorio del salernitano, ad alta vocazione olivicola grazie al suo particolare microclima, ha dato anche il nome agli extravergini “Frantoio di Serra Ventosa” che rappresentano la perla di eccellenza della produzione di Olearia Duraccio.

In particolare l’olio biologico - come evidenziato nella Guida 2016 Slow Food dei migliori oli italiani - si caratterizza per le delicate sensazioni di foglia di carciofo e mandorla. In bocca alla percezione di morbidezza, associata alla frutta secca, segue una persistente stimolazione di piccante.

Un impegno incessante, dunque, portato avanti da Duraccio con grande convinzione sia per mantenere intatto lo standard qualitativo sia per dar vita ad altre importanti novità. Tra esse la gamma dei cosmetici naturali all’olio extravergine di oliva deno-minata “Le Fate degli Ulivi”, 100% di bellezza e benessere a disposizione della clien-tela presso l’elegante nuovo punto vendita di Ottaviano, nel centralissimo viale Elena della cittadina vesuviana.
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TASTE, A SCHOOL RESTAURANT EXPERIENCE
lombardia (bergamo) bergamo

pubblicato il 05/04/2016 15:59:22 nella sezione "Ristoranti Tipici"
ALLA DOMUS BERGAMO IL RISTORANTE E’ DIDATTICO

Tradizione, fantasia e territorio: gli studenti si mettono ai fornelli.

Bergamo, 5 aprile 2016 – Cooking Show, Cooking Lab, Cooking… Domus! L’Istituto alberghiero iSchool varca i confini delle sue classi di via Ghislandi 57 e approda negli spazi della Domus Bergamo di piazza Dante con una missione speciale:«Taste, a School Restaurant Experience», il ristorante didattico gestito, dal 6 aprile per un anno, direttamente dagli studenti iSchool.



A confrontarsi con il nuovo progetto sono gli alunni delle classi II^ - III^ - IV^ dell’Istituto Professionale Alberghiero che si alterneranno elaborando piatti della tradizione, preparati rigorosamente con ingredienti del territorio, con il chiaro scopo di concorrere al riconoscimento della Lombardia Orientale come Regione Europea della Gastronomia 2017.



I ragazzi possono così mettere alla prova le competenze apprese nel corso di studi in iSchool e confrontarsi con una vera cucina e con veri commensali. Il tutto, contribuendo alla valorizzazione turistica locale in chiave enogastronomica. Il ristorante didattico, infatti, sarà un tassello fondamentale per sostenere le economie locali e promuovere su scala internazionale la cucina tradizionale, quella d'autore e la filiera della ristorazione lombarda, valori promossi dalla partnership composta da Regione Lombardia, insieme ai Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, alle Camere di Commercio di Bergamo e Cremona e dall'Università di Bergamo come coordinatore scientifico di progetto.



«Il ristorante didattico è un’esperienza unica per i nostri studenti: un’occasione di formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro. Attraverso la simulazione d’impresa, accresceremo le loro competenze e li metteremo faccia a faccia con l’operatività di un vero ristorante. Non solo, non saremo concorrenziali rispetto ai ristoratori del territorio, ma con loro lavoreremo in tandem, promuovendo le eccellenze locali e distinguendoci per un servizio dal carattere esclusivamente didattico, con una qualificata formazione professionale, e per la temporaneità della nostra proposta» - ha dichiarato Valentina Fibbi, titolare con Francesco Malcangi di iSchool, in occasione del lunch organizzato in anteprima assoluta per la stampa.



Tutte attività che saranno coordinate dai docenti tecnico-pratici, mentre i ragazzi forniranno a ogni commensale una dettagliata illustrazione del menù, dei prodotti che lo compongono e delle tecniche di preparazione dei piatti che saranno degustati, sempre stagionali e non concorrenziali a Slow Food, promossi presso Domus in collaborazione con Mercato della Terra di Slow food e valorizzando la cantina ERG – Regione Gastronomica Europea. In collaborazione con altri esercenti e commercianti della città, inoltre, verranno organizzate iniziative a tema, che prevedranno anche il coinvolgimento dei più piccoli.



Non solo: il Ristorante Didattico, attraverso Domus Bergamo OFF, consentirà agli studenti di conoscere e visitare i produttori con cui Domus crea una relazione preferenziale e nel periodo estivo potranno implementare l’esperienza attraverso l’Alternanza Scuola Lavoro. Progetto che concorrerà alla formazione professionale dei giovani che dall’impegno in Domus trarranno importanti feedback: alla clientela, infatti, in un punto all’interno dell’esercizio, sarà chiesto di esprimere il proprio giudizio corredato da eventuali suggerimenti.



«Da sempre siamo convinti che la formazione lavorativa sia un privilegio e un’opportunità di apprendimento per i nostri studenti. Così, oltre a metterli in condizioni operative ottimali, li avviciniamo a un contesto in cui preparazione, risultati, tempo e attività caratterizzano sinergicamente la buona riuscita del servizio. Per questo abbiamo deciso di presentare loro questa sfida: in Domus, potranno mettere a frutto le competenze maturate nell’ambito di eventi istituzionali e di piazza, quali ad esempio I Maestri del Paesaggio o la Settimana dell’Energia o gli eventi al Museo delle Scienze Naturali Caffi stimolando ancora di più la loro fantasia e la loro professionalità. Siamo convinti che questa sarà per loro una grande occasione di crescita e che così facendo potremo contribuire sempre più alla creazione di un centro cittadino vivo, fucina di eccellenze e di creatività» - ha concluso Fibbi.







Taste conta 35 coperti per il servizio in sala ed è aperto per tutto il periodo estivo, dal martedì al sabato, accessibile su prenotazione attraverso il sito dedicato www.taste.ischool.bg.it sull’APP dove saranno sempre consultabili aggiornamenti di menù, preparazioni e disponibilità, o direttamente c/o TASTE. Non solo, in loco sarà attiva una promozione temporary di prodotti degli esercenti locali, preparati con la collaborazione di stagisti iSchool.

La durata della Convenzione è prevista fino a dicembre 2016.

Il lunch time in Taste è così organizzato:

· Servizio dal martedì al venerdì, dalle 12:30 alle 14:30

· Il sabato, con cadenza bimestrale in concomitanza con il Mercato della Terra di Slow Food, Taste propone un menù a buffetutilizzando prodotti e specialità del Mercato

· Apertura serale in occasione di eventi istituzionali, intrattenimento, eventi ERG, a cura del Catering Didattico iSchool

Il Menù Fisso settimanale è composto da:

1 antipasto a buffet servito a vista
1 primo o 1 secondo (a settimane alterne) con * piatto ERG della settimana alternativo al main course
1 dolce a buffet servito a vista
1 bicchiere di vino
Sono previsti inviti e convenzioni con uffici pubblici e privati siti nelle vicinanze. Per informazioni: taste@ischool.bg.it


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