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Simone Rugiati

pubblicato il 21/02/2014 12:00:00 nella sezione "Cuochi"
…..Senza ombra di dubbio uno degli chef più creativi del momento, sbarazzino, giovane, divertente, alla portata di tutti anche di quelli che non se la cavano alla grande ai fornelli!

Diplomato all’Istituto Alberghiero F. Martini di Montecatini Terme con ottimi voti (94/100), partecipa a corsi e concorsi e frequenta stage formativi anche all’estero. Inizia a lavorare come commis in alcuni ristoranti della Toscana. Nel 2002 entra alla Hobby & Food di Parma che lo assume come chef della rivista “La mia Cucina”. Dopo alcuni mesi assume anche la direzione delle testate “Buon Appetito” e “Mangiar Sano”. Collabora alla produzione di libri di cucina, corsi di aggiornamento presso istituti alberghieri, lezioni di cucina naturale e macrobiotica. Relatore a convegni e fiere sull’alimentazione, si occupa anche di consulenza ai ristoranti e preparazione degli allievi delle scuole alberghiere a concorsi internazionali di cucina e pasticceria moderna. Ha firmato più di 200 titoli di libri di cucina (studio di ricette, esecuzione e fotografia) distribuiti a livello nazionale in edicola e libreria.

Autore dei libri “Se in cucina c’è Simone” (food editore) e “Stupire in cucina in 20 minuti” (fabbri editori) ha da poco pubblicato il nuovo libro “Il gusto di sedurre” edito da Rizzoli

Ospite fisso alla “Prova del Cuoco” in diretta su Raiuno e protagonista di 2 format in onda quotidianamente su Gambero Rosso Channel.

Attualmente libero professionista (Executive Chef, amministratore RS catering, consulente catering, show chef, autore, produttore televisione).
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Carlo Cracco
lombardia (milano) milano

pubblicato il 23/01/2014 12:00:00 nella sezione "Cuochi"
Nato a Vicenza nel 1965, ha frequentato l’I.P.C. a Recoaro Terme, vicino Vicenza.
L’istituto fa parte dell’Associazione Europea delle scuole alberghiere e del turismo, istituita nel 1963.
Ha frequentato l’istituto lavorando per il Ristorante “Da Remo” (Vicenza).
Nel 1986 ha cominciato la sua carriera professionale da Gualtiero Marchesi a Milano, il primo ristorante italiano che ha raggiunto le tre stelle Michelin e un notevole riconoscimento dalla guida dei ristoranti Michelin.
In seguito Cracco ha lavorato c/o la “Meridiana” di Garlenda (Savona), di appartenenza alla catena dei Relais & Chateaux.
Ha vissuto per 3 anni in Francia dove ha imparato la cucina francese c/o Alain Ducasse (Hotel Paris) e Lucas Carton (Paris, Senderens).
Cracco finalmente è tornato in Italia, a Firenze è stato primo Chef c/o l’Enoteca Pinchiorri. Durante la sua conduzione ha ottenuto le tre stelle Michelin.
Gualtiero Marchesi lo ha chiamato per l’apertura del suo ristorante L’Albereta”, Erbusco (Brescia), dove Cracco ha lavorato come Chef per tre anni.
Subito dopo ha aperto “Le Clivie” in Piovesi d’Alba (Cuneo), il quale solo dopo un anno ha guadagnato la stella Michelin.
Dopo pochi anni, ha accettato l’invito della famiglia Stoppani, proprietaria del negozio di gastronomia più famoso di Milano del 1883, per l’apertura del ristorante Cracco Peck, dove Cracco oggi lavora come Chef Executive.
Il ristorante è aperto dal 2001 in un edificio elegante nel centro di Milano e la sua cucina rivisita in modo contemporaneo le specialità tradizionali milanesi, guadagnando le due stelle Michelin, 18,5/20 Espresso e 3 forchette per il Gambero Rosso. Dal 2007 è tra i 50 migliori Ristoranti al mondo.
Da Luglio 2007 unico proprietario del ristorante.
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Continua a Brillare la Stella della Stbe Hermitage
trentino-alto adige (trento) pinzolo

pubblicato il 12/12/2013 17:55:19 nella sezione "Cuochi"
"Madonna di Campiglio (TN
. Il Biohotel Hermitage**** mantiene il prestigioso riconoscimento della Guida Michelin)
Con i suoi 30 anni è uno dei più giovani chef stellati del panorama nazionale. L’altoatesino Nicola Laera conquista la sua prima stella Michelin e conferma la tradizione della Stube Hermitage del Biohotel Hermitage**** di Madonna di Campiglio (TN) che si fregia del prestigioso riconoscimento dal 2008.
"Nicola Laera, chef rivelazione

Il binomio vincente
Da una parte la tradizione della Stube Hermitage, ristorante stellato dal 2008, quando ancora a Campiglio nessun altro ristorante vantava un riconoscimento tanto prestigioso. Dall’altra l’entusiasmo di Nicola Laera, classe 1983, creativo ma amante dei prodotti locali, da fine 2012 executive chef del Biohotel Hermitage e della Stube Hermitage.
Un binomio vincente che si è costruito giorno dopo giorno, con slancio e passione, fiducia e stima reciproca.
Ancora una volta la famiglia Maffei ha seguito la sua intuizione e ha fatto centro! Ha creduto in uno chef molto giovane, dando importanza alla sua esperienza, ha creduto in un ritorno alla gastronomia legata al territorio altoatesino, tradizionale e insieme creativa. Primo ristorante stellato di Campiglio, dal 2008 ad oggi, la Stube Hermitage ha dato lustro alla sua terra e ha segnato una vera e propria svolta per la gastronomia locale. Sono infatti 3 i ristoranti stellati di Madonna di Campiglio oggi: oltre alla Stube, Il Gallo Cedrone e il Dolomieu.

Lo chef rivelazione
Pur giovanissimo, Nicola Laera vanta una carriera lunga ben 6 anni come Sous Chef di Norbert Niederkhofler, venuta dopo una serie di esperienze tutte italiane e tutte in alta quota, nella sua terra d’origine, l’Alto Adige. E proprio dalla sua terra natale il giovane chef ama ricavare i prodotti freschi e gli ingredienti di stagione che entrano nelle sue ricette. Dal suo maestro, Laera ha preso la passione per gli ingredienti del territorio, minuziosamente selezionati in prima persona, alla ricerca di quei dettagli che rendono unico il piatto. Appassionato della materia prima, la sua cucina è un’incessante sperimentazione di nuovi abbinamenti e accostamenti culinari. Il risultato è una gastronomia dal sapore schietto e deciso, che sa continuamente stupire il palato. Una cucina che parla del territorio, senza per questo rimanere imprigionata nella retorica della tradizione.

Charme autentico
Fortemente voluta dal capo famiglia Giacomino Maffei, la Stube Hermitage offre un ambiente caldo e accogliente, raffinato e allo stesso tempo autentico. Ricavata da una stube originale dei primi anni del ’900, rispecchia lo stile elegante e familiare dell’hotel, la filosofia naturale che sta alla base della bioarchitettura e l’estrema cura del dettaglio, affidata al buon gusto della moglie Edda.
Oltre che nella Stube Hermitage, la cucina dello chef Nicola Laera si può degustare anche nel ristorante dell’hotel, a disposizione degli ospiti, naturalmente in piatti e creazioni differenti. Sempre aperto, sia a pranzo che a cena, con una proposta “chilometro zero”, un percorso scandito dalle stagioni, dal sole che puntuale illumina la sala attraverso le ampie vetrate sulle montagne, panorama che dà l’idea di essere sospesi tra la terra e il cielo. A disposizione degli ospiti il menu gluten free e quello vegetariano, con ampia scelta di piatti ricercati; non manca una ricca proposta tutta rivolta ai bambini, per accontentare anche i gusti più delicati!
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Fabio Tira Un Talento Giramondo

pubblicato il 10/12/2013 09:42:11 nella sezione "Cuochi"
A cura di Cristina Vannuzzi
"
………Tutte le mie città, caotiche, piene di nebbia e smog, affascinanti come belle donne, irrequiete e volubili come gatti con gli artigli, ma sempre le mie città d’Italia, belle e superbe, paesi e borghi, ma sono sempre le mie città……

Brescia, Roma, Milano, Bruxelles, città che gli stavano strette a Fabio Tira, grande chef giramondo, curioso, appassionato e professionale, che sperimenta luoghi, città, culture diverse, per imparare, aggiungere creatività, prodotti, modi d’uso, tecniche. ….e ora l’Inghilterra, la città di Lechlade.

Quella di Tira è una cucina tra le più affidabili e continue, grazie alla straordinaria dedizione e responsabilità per la sua professione.
Lui ha sempre inteso essere cuoco in senso lato: approccio globale alle problematiche, cura nel tenersi aggiornato con le nuove tecniche, attenzione alla formazione e alla didattica, specializzazione nelle tematiche legate al territorio di appartenenza; senza mai cedere alla vanità, alla moda del momento, alle lusinghe dell’adulazione.

Difficile non volergli bene, impossibile non stimarlo, la sua è un arte che gli viene riconosciuta dovunque vada, e alla fine della cena sono sempre moltissime le cose positive da ricordare. Insomma Fabio Tira non sarà mai di moda, non è un personaggio come altri chef, ma preferiamo di gran lunga la sua figura sottile ed elegante, il suo fare modesto e quasi sommesso, al chiacchericcio sguaiato e all’arroganza fatua di alcuni suoi colleghi.

E oggi, dopo tante esperienze e tanto girovagare che hanno aumentato la professionalità, eccolo master chef nel ristorante italiano di Giuseppe Caruso "Pinos" a Lechlade, una città del Gloucesterhire, una linea di cucina italiana in un oasi italiana: legato alla sua terra lo chef propone una cucina che profuma di mare e di terra italiana, ma che accoglie e interpreta la natura che lo circonda e i profumi del giardino del questo gioiello architettonico inglese, dalle porte rosse, moquette rossa, grandi sedie di legno scuro accoglienti e materne, un maestoso camino scoppiettante, muri a faccia vista, tovaglie di lino italiane e rose bianche al centro della tavola, una nicchia di mondo sospeso nel tempo, caratteristico e affidabile, con la parrocchia dove ritrovarsi la domenica e il fiume dove poter andare in barca a remi, il dolce scorrere infinito del fiume, prati verdi di velluto che ricordano l’Italia, un mondo di cartolina, per constatare le stagioni dal colore delle foglie, i profumi dei fiori, le nebbie ovattate dell’inverno, la luminosità dei cieli estivi.

Attento, pignolo, lo chef insegue una cucina fatta di pasta italiana fatta in casa, l’olio verde e trionfante toscano, i pomodori pachino, la frutta, i dolci “fatti in casa”, una importante cantina di vino italiano, cucina di emozione, attento ai prodotti ed equilibrato anche dal punto di vista nutrizionale.
La sua cucina è di un livello molto alto, moderna e contemporanea, viva, elegante e raffinata negli accostamenti, non banale, ma attenta al cromatismo e all’armonia dei colori, una mano sicura negli accostamenti, le sue origini lombarde mischiate ai gusti della zona, per un insieme di emozioni che lo chef sa trasmettere ai fortunati che gustano i suoi piatti.

Grande qualità ottenuta con l’esperienza….e in questo Fabio Tira è sempre in grado di trasmettere alla brigata un messaggio tanto semplice quanto essenziale: il segreto di piatti sulla base dei profumi della memoria da trasmettere ai destinatari finali, quella emozione speciale chiamata ristorazione.

Fabio Tira, un inguaribile romantico, il suo sogno è ritornare in patria, nella sua terra, e realizzare un locale in cui investire i suoi sogni, le sue esperienze fatte nel mondo, la sua grande creatività, per cui….porte aperte alle speranze, persone con le risorse e la voglia di creare vanno sostenute ed incoraggiate…sono il futuro e la forza motrice di questo nostro bel paese!


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Gualtiero Marchesi
lombardia (brescia) erbusco

pubblicato il 09/12/2013 08:00:00 nella sezione "Cuochi"
Gualtiero Marchesi ha stipulato un patto con la vita. Le ha chiesto di restare giovane ed è stato accontentato. Un privilegio che si ottiene, onorando un’unica condizione:
non invecchia chi continua ad interessarsi ai giovani, chi gli offre qualcosa di più che una fetta del proprio tempo, in modo che il tempo a disposizione, piccolo o grande che sia, si trasformi
in spazio e, da spazio in un possibile incontro.
Desiderarlo significa riconoscere la forza attrattiva e coagulante dell’insegnamento.

«Se ti apostrofano, chiamandoti maestro, non c’è da gongolare troppo, semmai da stringere
i denti e sentirti, nuovamente e a qualsiasi età, come il primo degli scolari.
«Per questo dico che bisogna farsi maestri con gli altri. Sono stato e continuo ad essere
un allievo, con gli entusiasmi e anche le intemperanze di chi vuole a tutti i costi sapere, aggiungere un’ultima domanda e poi ancora un’altra.
«Molti dei ragazzi che sono passati dalla mia cucina sono oggi dei cuochi, degni di questo nome, capaci, in base alle proprie attitudini, di formare altre persone, altri entusiasti.
«Da parte mia, vorrei che sempre più giovani, giovani con interessi anche opposti alla cucina, venissero a cena da me non per dire che hanno mangiato da Marchesi, ma che hanno imparato qualcosa intorno al cibo e all’arte di imbandirlo».

Una vocazione cercata

Quella di Gualtiero Marchesi per la cucina è stata una vocazione, ma una vocazione cercata, prima accolta attraverso l’esempio dei genitori che possedevano l’albergo ristorante Al Mercato, in via Bezzecca, a Milano, e poi messa, continuamente in discussione.
La passione per il disegno e per la musica, l’opera in particolare, c’erano già come la fame
di letture e, ogni giorno, il lavoro impostato con rigore e sensibilità distingueva quel ristorante da altre cucine quotidiane, spingendo Gualtiero Marchesi a pensare in meglio.
Per un ragazzo nato nel 1930, la svolta arriva nel dopoguerra, mischiando la propria energia a quella di un intera nazione. Non è solo il desiderio di conoscere, di muoversi, di fare esperienza, ma soprattutto di misurarsi con il resto del mondo, misurando fino in fondo le capacità personali a partire dagli anni di apprendistato al Kulm di Saint Moritz e alla Scuola alberghiera di Lucerna.
Il gusto per la sfida avrebbe permesso a Marchesi di primeggiare in altri campi, lasciando comunque un’impronta di sé. È un fatto di selezione, di cromosomi. A lui riuscivano bene anche correre in bicicletta, tirare di fioretto, giocare a biliardo o ballare. Per il fatto di avere al musica nel sangue e di essersi innamorato di una concertista, troverà naturale prendere lezioni di piano dalla futura moglie.
Del resto, solo l’inquietudine dei curiosi può essere così forte di lasciare che si chiudesse
il capitolo del ristorante familiare nonostante i suoi successi, condivisi con ospiti come Mario Monicelli, Giovanni Testori, Gianni Agnelli, Luchino Visconti, Federico Fellini, Francesco Monzino per emigrare, a quarant’anni, sposato e padre di due figlie, in Francia.
Saranno ancora due anni di studio, decisi proprio nell’anno in cui esplodeva il Sessantotto, andando a bottega da i fratelli Troisgros, al ristorante Ledoyen a Parigi e al Chapeau Rouge
di Digione, aprendo gli occhi e la mente alle novità che di lì a poco daranno sostanza e forma alla Nouvelle Cuisine.
«Tornai a casa – ricorda Marchesi – solo quando fui sicuro di aver imparto la semplicità».
È questo un tema capitale che, prima, con l’apertura del ristorante in via Bonvesin de la Riva, fino ad oggi con il menu futuribile, intitolato – cucina contraddistingue la sua ricerca che dalle vette della tecnica, solo apparentemente minimalista, porta all’evidenza sostanziale della materia.
«La forma è materia» – ripete, infatti, spessissimo.
Apre il suo primo ristorante milanese nel 1977, conquistando la prima stella Michelin,seguita, l’anno successivo, da una seconda.
A due anni dall’apertura, i gastronomi Gault e Millau, nel corso di un'intervista al Time,
lo annoverano tra i quindici ristoranti al mondo che preferiscono. La terza stella arriva nel 1985, primo in Italia ad ottenerla.
Nel 2008, sarà anche il primo, ma questa volta al mondo, a riconsegnarle tutte, convinto che, ormai, si tratti di un gioco al rialzo, dove si sale e si scende per tenere alto il buon umore e le fortune dei critici.
«L’ho fatto anche per dare un esempio e dire ai giovani che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. Molti di loro, invece, si sacrificano solo in funzione del giudizio, lavorano astrattamente per avere la stella. Non è sano né giusto».

Il rispetto del sapere e la sua condivisione con chi si avvicina al mestiere del cuoco fanno da cardine ad un carattere impulsivo e aperto, strutturato in funzione dell’emozione.
Il carattere di un artista che cerca nel colpo d’occhio il gesto risolutivo, tale da allineare idee e convinzioni, l’appetito del bello e l’appetito del buono. Vent’anni dopo Bonvesin de la Riva, Gualtiero Marchesi apre il suo ristorante in Franciacorta, all’Albereta di Erbusco.
Un viaggio dalla città alla campagna che non sarà di sola andata, e che dopo varie tappe a Parigi, Roma e Cannes lo scopre a ripensare a Milano nel 2008, con il Ristorante Teatro Alla Scala 'IL MARCHESINO'.
Il Marchesino, ritorno a Milano nel tempio italiano della Musica lirica per proporre la sua cucina totale con un servizio ininterrotto dalle 8 del mattino al dopo Scala.
Innumerevoli sono i riconoscimenti e i premi, meritati nell’arco di una carriera lunga più di sessant’anni, ma quello che più si avvicina al compito del maestro è il ruolo di rettore di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, fortemente voluta da Marchesi, inaugurata nel 2003 all’interno della Reggia di Colorno.
Arrivato al traguardo degli ottant'anni Marchesi si è reso conto che il suo compito era creare una Fondazione che potesse custodire e valorizzare il suo 'sapere' e che sarà attiva nella diffusione "del bello e del buono" approfondendo le ispirazioni artistiche fondamentali per la cucina creativa
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Accurzio Craparo
sicilia (ragusa) modica

pubblicato il 09/02/2013 13:00:15 nella sezione "Cuochi"
Nasce, nel 1976, a Sciacca sulla costa della Sicilia che guarda l’Africa.
Frequenta il locale Istituto Alberghiero dove consegue il diploma di cuoco.
Valigie e volontà di apprendere il mestiere lo accompagnano sulle nevi delle Dolomiti, a Francoforte in Germania e alla “Osteria Enoteca (1 stella della Guida Rossa)” con cucina d’influenza piemontese.
Tornato in Italia trascorre 15 mesi a Milano al “Joia” con il maestro Pietro Lemann dal quale impara la sensibilità sulla naturalezza degli ingredienti e la leggerezza di una cucina rispettosa della moderna cultura alimentare.
La passione per la cucina delicata, curiosa di sviscerare in ogni ingrediente l’essenza della Natura per trasporla con penetrante delicatezzza nelle pietanze, portano Accursio a seguire gli insegnamenti del maestro Massimiliano Alajmo del Ristorante “Le Calandre” con un intenso, continuo e profondo dialogo.
Nel frattempo matura l’idea del ritorno in Sicilia che viene coronato dall’incontro con Corrado Assenza del “Caffè Sicilia” di Noto, grande maestro di cucina. Nasce un rapporto di collaborazione e di amicizia tra “due scavezzacollo”, come amano definirsi, che si muovono senza ritrosie o dogmi, con la sola voglia di esprimersi e tirar fuori la profonda essenza che alloggia in ogni ingrediente.

Oggi la cucina che propone la “Gazza Ladra” a Modica Alta è la sintesi tutta personale di capacità e sensibilità, mestiere ed esperienza, equilibrio e intensità che Accursio ha appreso negli anni. Il tutto con la voglia di confrontarsi, quotidianamente, con i contrasti della Terra che lo accoglie.
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Rosanna Marziale
campania (caserta) caserta

pubblicato il 03/02/2013 15:05:30 nella sezione "Cuochi"
Campana nel cuore e nell’anima, che mette completamente nei piatti che prepara dentro e fuori il ristorante di famiglia, Le Colonne di Caserta, Rosanna Marziale è una delle donne chef più conosciute estimate d’Italia.
Una cucina che prende spunto dalla tradizione locale, i piatti storici campani e, soprattutto, le incredibili materie prime del territorio, per arrivare alla grandezza di ricette apprezzate in tutto il mondo.
Gavetta fatta da Gianfranco Vissani e da Martin Berasategui, oltre che nel ristorante di famiglia, ma soprattutto un grande amore per la propria terra permettono che il gusto pieno della cucina italiana venga migliorato da un uso potente della creatività in cucina.
Ricette che hanno il sapore dell’infanzia, ma che non sono mai banali.
E una storia che continua non solo a Caserta ma anche e soprattutto nelle tavole di tutta Italia.
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Roberto Petza

pubblicato il 27/01/2013 10:37:11 nella sezione "Cuochi"
Roberto Petza nasce nel 1968 a San Gavino Monreale, piccolo centro della pianura del Campidano. Dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Alberghiero di Alghero decide di affinare le proprie tecniche con una lunga permanenza nei migliori ristoranti in Italia e all’estero.
Nel 1998 rientra in Sardegna e inaugura nel suo paese natale il ristorante S'apposentu, raccogliendo riconoscimenti e incarichi che ne attestano l’assoluto valore. Nel 2002 si trasferisce a Cagliari e fonda il ristorante S’apposentu al Teatro Lirico. È un grande successo: la sua cucina del territorio con materie prime selezionate è apprezzata da noti gourmet e le grandi guide gastronomiche nazionali e internazionali lo premiano fino ad arrivare alla stella Michelin.

Nel 2010 una nuova sfida. Creare l’Accademia dell’alta cucina sarda nel paese della pasta: Siddi. Qui trasferisce anche il suo ristorante in una villa liberty dei primi del ‘900, proprio nella casa di famiglia dei proprietari dello storico Pastificio Puddu. Nascono così il ristorante S’apposentu di Casa Puddu e l’Accademia Casa Puddu.
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Marco Stabile
toscana (firenze) firenze

pubblicato il 25/01/2013 19:14:09 nella sezione "Cuochi"
Marco Stabile, trentanove anni, toscano: promessa mantenuta dell’alta cucina italiana. Importante il suo esordio, accanto a Guido Sabatini; fondamentale l'insegnamento del suo maestro, Gaetano Trovato.

Tra le esperienze significative l'apertura de L’Osteria di Passignano della famiglia Antinori, la lunga permanenza da Arnolfo e quella presso Il cavaliere del Castello di Gabbiano dell’azienda enologica Beringer Blass.

Al termine di questo percorso, che lo ha portato ad affinare le tecniche e coltivare il talento, Stabile è arrivato al progetto Ora d’Aria dove ha finalmente avuto la possibilità di esprimere al meglio la sua personalità, il suo spirito curioso, cosmopolita ed innovativo forte, però, di una radicata tradizione che è cultura, famiglia, territorio e che ha il coraggio di rivelarsi nella magia di quei sapori che rimandano all'infanzia ma carichi di una straordinaria contemporaneità.

Ora d'Aria esaudisce un grande desiderio, l’ingresso nella prestigiosa associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, nel 2009.

Da allora tanti sono i riconoscimenti che lo chef può vantare che premiano la curiosità e la capacità di Marco Stabile di vedere lontano e di anticipare le tendenze; esempio è l'avvicinamento al mondo della birra che gli ha dato modo di confrontarsi con un prodotto versatile, dalle molte identità, indagando un'innovativa prospettiva di cucina. L'impegno è stato tale da portare il ristorante Ora d'Aria ad essere premiato per la carta delle birre, dalla Guida ai ristoranti dell'Espresso, e per la migliore cucina con la birra da Identità Golose. A fine 2011 arriva il riconoscimento più ambito: la prima stella Michelin.

La talentuosa opera di Stabile in questi anni all'Ora d'Aria non è infine passata inosservata neppure all'estero; prova ne è la recente consacrazione in terra americana, dove un gruppo di investitori italiani ha recentemente inaugurato a Miami "Toscana Divino", un innovativo e nuovo concept di "fashion showroom & more" per promuovere l'eccellenza toscana negli USA; scegliendo "Ora d'Aria" -come business partner privilegiato- e Marco Stabile come unico "non-resident" Executive Chef del ristorante (ospitato al suo interno) come segno distintivo e di qualità assoluta senza compromessi.
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Gianfranco Vissani
umbria (terni) baschi

pubblicato il 17/01/2013 20:53:05 nella sezione "Cuochi"
Civitella del Lago 22 novembre 1951
Proprio da questa data si è iniziata a scrivere la storia di Gianfranco Vissani, il cuoco Umbro che per eccellenza si è distinto nel tempo grazie alla sua Arte che quotidianamente offre a chi lo segue in TV come showman che come cuoco professionista presso il Suo Ristorante.
Le esperienze di formazione di Gianfranco Vissani ne sono molte a partire dalla Scuola Alberghiera di Stato a Spoleto. Sin da subito si mette in mostra grazie alla sua particolare predisposizione per la cucina ma il suo più importante risultato lo ottiene girando il mondo, avendo così l'occasione di conoscere Chef quali Ramponi, Rispoli e Giovanni Gavina del quale nutre ricordi molto particolari, ancora oggi punti fermi per l'insegnamento e la valorizzazione dei cuochi. Questo infatti, a costo anche di utilizzare i pugni, gli imparava a capire nel profondo che il cuoco è un lavoro bellissimo ma di grande sacrificio e attenzione!
Si formano così due componenti fondamentali della sua cucina: da una parte la conoscenza e la pratica della cucina internazionale e della grande cucina classica, dall'altra la freschezza, la varietà dei sapori e la fantasia delle diverse cucine territoriali.
Dopo aver girato per anni l'Italia e il Mondo, nel 1974 decide, prima di prendere un volo per Londra, di rientrare a casa e iniziare a mettere in pratica tutto quello che aveva imparato in questi anni di pesante ma meravigliosa Gavetta.
Nel 1979/1980 iniziano ad arrivare i primi riconoscimenti delle migliori guide Italiane che poi lo accompagneranno ai vertici delle classifiche stilate fino ad oggi. Oltre alle guide Nazionali, solo più tardi, ottiene anche importanti riconoscimenti in campo Internazionale convinti alla fine che la Sua filosofia, espressa attraverso i piatti, possa essere utile e costruttiva per l'intero globo.
Oltre al suo ristorante e grazie al successo ottenuto con la grande gavetta fatta negli anni, molti giornali autorevoli si avvicinano al suo personaggio perché ritenuto, ancora oggi, uno delle migliori bandiere per i cuochi Italiani.
Dal 1990 tiene una rubrica di arte culinaria su "Il Venerdì" di Repubblica, consegue numerosi premi e riconoscimenti per libri ritenuti best- sellers della gastronomia. In particolare: "La tradizione regionale nella cucina di Vissani", e "La grande cucina di Gianfranco Vissani" .
In ordine di tempo seguirà "Il Vissani" edito da Rai EriI nel 2002, con il quale ha conseguito due importanti riconoscimenti : il "Bancarel Vino" nel 2003 e Gourmand World Cookbook Awards 2003 per la categoria "Best easy recipes book" e nel 2007 "Vissani a Casa Tua" dove vengono reinterpretate le ricette della cucina italiana secondo Gianfranco Vissani edito da Mondadori.
Nel percorso di Gianfranco Vissani, molto importante è stata anche l'opera di divulgazione culturale che ha sempre presieduto attraverso la televisione e radio, ponendosi sempre in prima persona, facendo scuole di cucina e mostrando l'enorme conoscenza che ha sulla materia prima "imponendo" così la filosofia di pensiero legate alla sua attività.
Inizia così nel 1997 il percorso in TV con Rai Uno con il programma Uno Mattina e Uno Mattina Estate, dove tiene una rubrica di cucina e dove venne soprannominato anche cinquantino per l'eccezionale audience che otteneva durante il suo spazio, questa la proseguì, con formule diverse ma sempre legate alla sua attività, fino al 2009.
Grazie a questo sua modo burbero e aggressivo ma con una grandissima centralità estremamente passionale, il 30 settembre del 2000 riceve la Laurea Honoris Causa dall'Università di Camerino come "Testimonial Accademico dell'Arte gastronomica per la Valorizzazione dei Prodotti del Territorio".
Partecipò anche a Domenica In dal 2000 al 2005, al Dopofestival di Sanremo nel 2003, condusse un'importante spazio su Linea Verde e Linea Verde Orizzonti dal 2003 al 2006, il programma denominato Sabato e Domenica e Sabato e Domenica Estate 2008 e 2009.
Nel 2009/2010 collabora sempre con Rai Uno per La Prova del Cuoco, programma televisivo dedito proprio alla cucina dove Gianfranco Vissani veniva chiamato per giudicare gli chef in competizione, anche in questa veste di giurato ma comunque sempre attento alle preparazioni dei partecipanti, interagiva con loro andando così a sviluppare, passivamente, una sorta di scuola di cucina dove i concorrenti erano ripresi in caso di errori.
L'11 novembre 2009, in occasione della presentazione della Duemilavini edito da Bibenda Editore, Elsa Mazzolini incorona Gianfranco Vissani come nuovo presidente della prestigiosa, nonché fondamentale, Accademia Nazionale Italcuochi.
2010/2011, ha collaborato con Rai Uno e con la Prova del Cuoco con spazi diversi e sicuramente tutti molto provocatori, inoltre ha condotto anche Linea Verde Orizzonti, programma cult dedicato alle usanze e ai sapori della terra.

Nel 2011/2012 lascia la Rai ed inizia una nuova esperienza con TV La7 rimettendosi totalmente in gioco con un programma tutto suo dal nome Ti Ci Porto Io. Un programma on the road in giro per l'Italia insieme a Miche Rocco che andrà in onda tutte le domeniche alle ore 10.

2012/2013 Ti Ci Porto Io continua e visto anche il successo ottenuto durante il proseguio dell'anno trascorso, La7 decide di proporgli un'altro spazio alle 12.20 che si occupa totalmente della cucina dei territori che la domenica visiterà insieme a Michela con la puntata di Ti Ci Porto Io. Questa striscia si chiamerà In Cucina con Vissani e tratterà delle reinterpretazioni di Vissani promuovendo la territorialità del luogo oltre che le tecniche di preparazione, ottime per i ragazzi che sia affacciano a questo mestiere ma anche alle massaie alle quali piace veramente cucinare.
Attualmente Gianfranco Vissani, dopo altre 45 anni di esperienze sulle spalle, è ancora in continua ricerca della perfezione cosa che nel suo inconscio sa già di non poter trovare perché appartenente ai traguardi a chi pensa di essere arrivato, un messaggio alle generazioni future che intraprendono questa strada, ogni prodotto ha la sua storia ed ogni uomo ha la sua interpretazione... Gianfranco Vissani ha appena iniziato!
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Terzo Di Danciano Un’incantevole Villa Del 700
Castello Di Roppolo per un matrimonio da Fiaba
Vini
Confezione in legno Occhio di Pernice RAVAZZI per gli amanti delle cose uniche
 Offerta Speciale Cantine Ravazzi Vino Toscano 12 Bottiglie A Sole .5600
Igt Toscana rosso L’Attesa 2008
Novello bianco Toscano IL GERMOGLIO
Cuochi
Simone Rugiati
Carlo Cracco
Continua a Brillare la Stella della Stbe Hermitage
Fabio Tira Un Talento Giramondo
Gualtiero Marchesi
Ricette
Arrosto di Pesce Spada dello Stretto  Mazzancolle Mediterranee al Pistacchio  ai Sesami ed al Riso soffiato e Lampone
Papilla Monella presenta:Fettuccine di Zucchine al Pesto
LA VERA RICETTA  DEL CROCCANTE ITALIANO
SEPPIE MARINATE AL PROFUMO DI BERGAMOTTO
I 3 cibi più alla moda per il menu e il catering del vostro evento
Prodotti tipici
Il Pecorino di Pienza
Pane e Olio #7 Appuntamento in frantoio
Il caffè al ristorante: la perfetta chiusura del pasto
Seadas
La carne chianina alla Bottega de La Toraia
Pasticcerie
Tra dolci e gelati spuntano i nuovi STORYTELLER
Luca Montersino golosidisalute.it
Pasticceria GMB  Castiglione del Lago
Magie Dolci D’Autore Pasticceria & Wedding Cakes